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Guerriglia urbana, assediato il Tridente

in fiamme blindati della Guardia di finanza, 100 feriti. Scontri dopo la fiducia al governo

di Flavio Gibiino

E' stata una giornata di guerriglia metropolitana con incidenti e scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. In tutto sono stati circa cento i feriti.

La giornata era partita con dei presupposti piuttosto preoccupanti: da un lato la mozione di sfiducia da votare al Senato e alla Camera dei deputati; dall’altro un forte dissenso popolare. E infine una “zona rossa”, con blindati delle forze dell'ordine che hanno letteralmente isolato il centro di Roma.

Non sono mancate manifestazioni di violenza: prima all’interno della Camera (dove è scoppiata una rissa tra deputati finiani e leghisti) e poi nelle strade della città, dove si sono verificati gravissimi scontri tra forze dell’ordine e manifestanti, alcuni armati con bastoni e con indosso dei caschi.

IL CORTEO- La manifestazione – partita da Piazzale Aldo Moro alle 10 di questa mattina – contava tra le sue file, partecipanti da quasi tutta Italia: c’erano i cittadini di Terzingno, i terremotati aquilani, gli immigrati di Brescia e migliaia di studenti medi e universitari, provenienti da ogni angolo della penisola.

I PRIMI SCONTRI- Il corteo si è mosso in modo pacifico per più della metà del tragitto prestabilito (da Piazzale Aldo Moro a Piazza Navona), ma subito dopo la notizia della fiducia ottenuta al Senato, una parte dei manifestanti si è spostata su Corso Rinascimento, cominciando a tirare oggetti contro un blocco di camionette. La risposta della Polizia è stata immediata: prima con un intenso lancio di fumogeni (sparati dai tetti dei palazzi circostanti); e poi con delle vere e proprie cariche che, nel giro di venti minuti, hanno disperso i manifestanti, facendoli rientrare nelle file del corteo.

SCONTRI E FUOCO A PIAZZA DEL POPOLO- A quel punto è arrivata la notizia della fiducia votata alla Camera, e il corteo ha cominciato a dirigersi lentamente verso Piazza del Popolo, intonando in coro la richiesta di “DIMISSIONI!”. Arrivati nella piazza, una parte piuttosto consistente del corteo, ha fatto pressione contro le camionette disposte in Via del Corso che, dopo una frettolosa ritirata, hanno risposto con delle violente cariche. Facendo indietreggiare i manifestanti verso piazza del Popolo. Qui, la situazione ha preso una piega che probabilmente nessuno si aspettava e per circa mezz’ora, manifestanti e forze dell’ordine, si sono scontrati senza tregua, con addirittura dei lanci di sanpietrini contro le forze dell'ordine.

LA CARICA CON I BLINDATI- Durante lo scontro (dove sono rimaste ferita circa 40 persone) un’ Alfa Romeo della Guardia di Finanzaè stata incendiata, così come una camionetta abbandonata dai finanzieri che è stata completamente distrutta. A quel punto la risposta delle forze dell’ordine è stata violentissima e completamente inaspettata. Alle ore 16:15, sei blindati della Finanza, della Polizia e dei Carabinieri; hanno fatto irruzione a tutta velocità in piazza del Popolo, rischiando di investire manifestanti, passanti e turisti e disperdendo tutti contro Porta del Popolo, e riversando gran parte del corteo su piazzale Flaminio.

BILANCIO FERITI -  Il bilancio è di oltre cento feriti, 57 tra le forze dell'ordine e 62 tra i manifestanti, dei quali 40 medicati sui luoghi degli scontri e 22 portati in ospedale. Alla fine sono 41 i fermati, tutti accusati di violenza, resistenza, devastazione e uso di armi improprie.

ALEMANNO - "Roma Capitale si costituirà parte civile contro gli autori degli ingenti danneggiamenti avvenuti oggi nel centro della città". Ha detto il sindaco Alemanno che questo pomeriggio è andato a piazza del Popolo dopo gli scontri "Sono venuto per dare la mia solidarietà a commercianti e cittadini e cercheremo risorse per risarcirli" -ha aggiunto il sindaco-. "C'è bisogno di uno scatto morale che coinvolga tutte le istituzioni che devono reagire. E' una vergogna quanto accaduto, solo un'aggressione gratuita alla città. Mai vista una violenza simile, una cosa veramente vergognosa".

IL RITORNO ALL’UNIVERSITA’- Dopo circa venti minuti di scontri, il corteo si
è ricompattato lungo il Muro Torto, i ragazzi sono tornati all'università per discutere le prossime mobilitazioni.
 
 

[14-12-2010]

 
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