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Se il maniaco viene a cena

in scena al Teatro Testaccio

Anche un maniaco può conquistare una donna. Questo è il messaggio trasmesso dall’ultima idea teatrale di Salvatore Scirè. La commedia “Se il maniaco viene a cena” è in scena al Teatro Testaccio dal 30 novembre e ha chiuso i battenti con l’ultimo spettacolo di domenica 12 dicembre. Protagonista assoluto l’attore toscano Enio Drovandi che interpreta il ruolo di un simpatico maniaco che, in seria difficoltà nell’approcciare con il gentil sesso, prima molesta telefonicamente due giovani sorelle poi, nonostante i problemi creati alle sventurate ragazze, riesce ad attirare l’attenzione di quest’ultime a tal punto da farsi invitare a cena. Il maniaco, da nemico diventa il classico “tenerone” che tutte le donne desiderano, il regista Scirè è riuscito ad esorcizzare una figura che in realtà crea molti problemi a giovani ragazze e donne, purtroppo vittime del fenomeno stalking. Le altre protagoniste del divertente spettacolo sono la calabrese Alessandra Aulicino, Ilaria D’Alberti, le pugliesi Loredana Castrovilli e Maria Teresa Di Bari.

PAROLA AI PROTAGONISTI

Salvatore Scirè
M. CH: Salvatore Scirè, Se il Maniaco viene a cena si sta rivelando un grande successo, qual è stato l’elemento ispiratore che l’ha spinta a scrivere questa commedia?
S. SC: “La prima messa in scena di questa commedia risale al 2004, l’elemento ispiratore è stato una serata di alcuni anni fa in cui mi trovavo a cena con delle persone, fra queste erano presenti due ragazze le quali hanno raccontato di due amiche loro, vittime delle telefonate di un maniaco. Queste due decisero di invitarlo a cena per esorcizzare il problema. Destino vuole che questo maniaco si presenta con un mazzo di fiori, una bottiglia di champagne, passa la serata con loro e da quel momento non le ha più chiamate. Protagonista assoluto di questo spettacolo è Enio Drovandi, ritengo che sia una commedia fatta apposta per lui, insieme ci siamo divertiti molto a preparare lo spettacolo, indubbiamente fatto di verve”. Il primo personaggio è un maniaco che si rivelerà una figura buona a tal punto da diventare oggetto di interesse”.
M. CH: Possiamo dire che questa commedia esorcizza un reato tutt’oggi presente, lo stalking, e possa essere d’aiuto per far capire che anche questo fenomeno si può sconfiggere?
S. SC: “Assolutamente sì, qui mi riporti nella mente a quando facevo il criminologo di mestiere anche se il mio scopo in questa commedia non è parlare nello specifico dello stalking. Se volessimo fare un collegamento fra lo spettacolo e i fatti che la realtà ci tramanda, ti accorgerai che anche qui viene un minimo raccontato il reato di stalking, un reato oggi esistente, ma che purtroppo esisteva anche in passato solo che qualche anno fa si parlava semplicemente di molestie sessuali e nessuno le perseguitava penalmente, oggi si chiama stalking ed è punito a tutti gli effetti”.
M. CH: Il primo spettacolo è iniziato lo scorso 30 novembre, serata conclusiva domenica 12 dicembre, regista ci potrebbe anticipare qualcosa sui suoi prossimi impegni professionali?
S. SC: A gennaio andrà in scena una nuova commedia, “C’è un morto al terzo piano”, una storia tutta particolare e da vedere, in questa trama la criminologia non sarà protagonista in quanto non si parla di un morto ammazzato. Posso solo dire questo senza aggiungere altro”.
Enio Drovandi
M. CH: Enio, “Se il maniaco viene a cena” sta riscuotendo un grande successo, la domanda è di rigore, tu nella vita ti senti un po’ maniaco?
E. DR: “Mi ci sento nella misura in cui un bel giorno il regista Salvatore Scirè mi disse “Enio ho una commedia fatta apposta per te”, il mio maniaco è diverso, è sinonimo di trasgressione e dolcezza, è un veder le cose da un altro punto di vista”.
M. CH: Il maniaco nella realtà nasce come una figura da temere, in questo caso tu sei un maniaco che alla fine ha successo?
A. DR: “Nella vita mi ritengo un vero incubo per me stesso, specie quando mi sveglio la mattina e mi guardo allo specchio di casa mia….scherzi a parte questo spettacolo ci presenta un maniaco bonaccione, timido, apparentemente lo possiamo accostare a un Berlusconi, ma alla fine si rivelerà una Brunetta, un vero bamboccione”.
M. CH: La trama di questo spettacolo ricalca secondo te i pregi e i difetti che si riscontrano di solito nel rapporto uomo- donna?
E. DR: “Questa commedia che Scirè ha ben scritto, ci presenta una donna che è donna vera per certi aspetti poi quest’ultima decide di andare alla ricerca di un prototipo maschile che la possa far tornare bambina. Questa caratteristica è sufficiente per sottolineare il rapporto particolare e intricato fra uomo e donna”.
M. CH: Un tempo la donna dipendeva dall’uomo, possiamo dire che oggi la situazione si è invertita?
E. DR: “La donna per un periodo è dipesa dall’uomo da un punto di vista fisico, culturale e sociale, ma la storia ci insegna che con l’avvento delle due guerre mondiali, gli uomini furono costretti ad andare al fronte, il patriarcato è diventato matriarcato quindi le donne si sono ritrovate a rivestire quei ruoli familiari appartenenti ai padri. In conclusione la donna è nata per essere donna e uomo nello stesso tempo, un ermafrodito, l’uomo è solo un maschio. Ci sono anche i travestiti, ma questo è un altro mondo”.
M. CH: Enio, ci puoi dire dopo il maniaco quale sarà il tuo prossimo ruolo?
E. DR: “Farò parte del cast di una produzione della Music Time di Bruno Gaggiotti, nella piazze italiane andrà in scena l’evento Talent Baby Show. Si esibiranno per l’occasione i bambini, ospiti ufficiali saranno i giovani protagonisti dei due programmi televisivi di successo Io canto e Ti lascio una canzone. Questo prossimo appuntamento mi accompagnerà fino all’estate, poi spero che il maestro Scirè abbia il desiderio di scrivere qualche altra commedia, chissà?se dovesse capitare mi metterò a quattro zampe e lui scriverà sopra di me”.

Intervista a Maria Teresa Di Bari, Loredana Castrovilli, Alessandra Aulicino e Ilaria D’Alberti.
M. CH: Ragazze, debutto con successo per la commedia Se il maniaco viene a cena, una domanda ironica Enio per voi è un amico o un maniaco?
M. D: “E’ un maniaco- amico”.
L. C: “Maniaco- amico”.
A. A: “Amico- maniaco”.
I D: “Amico- maniaco”.
M. CH: Nella realtà il maniaco è il vero incubo per una donna, in questo caso la figura viene esorcizzata, abbiamo un maniaco che ha successo. Possiamo dire che il rapporto uomo- donna può avere i suoi buoni frutti oppure è sempre un po’ complesso?
M. D: “Il rapporto uomo- donna è sempre un po’ complesso però in questa commedia cerchiamo di trovare il lato irreale. Di un maniaco come Enio ci si può solo innamorare, perché è bonaccione, si rivela una persona simpatica”.
L. C: “Il maniaco in questo caso è una persona buona, simpatica e che ha bisogno di aiuto. Nella vita io credo molto nell’amicizia fra uomo e donna, personalmente ci credo molto”.
A. A: “Per me il rapporto uomo- donna è finto, si può arrivare ad avere un’amicizia, ma dietro quest’ultima c’è sempre una sovrastruttura”.
I. D: “Questo spettacolo fa a sdrammatizzare quelle che sono le difficoltà del rapporto d’oggi. C’è una donna che vuole un uomo che sia più presente, maniaco nel vero senso della parola, ma che nell’intimo si riveli una persona dolce ed è quello che succede nella commedia”.
M. CH: Entrando nella sfera professionale, notate anche nella vostra professione un certo maschilismo oppure riuscite a lavorare in grande armonia?
M. D: “Personalmente non ho sofferto finora di una certa predominanza maschile anche perché quando si recita al teatro, non esiste il confronto o sei bravo o sei bravo”.
L. C: “Anche io non soffro questa competizione con l’uomo, in questo spettacolo il problema non sussiste perché sono un carattere, incarno un personaggio pugliese, rivesto la parte di una poliziotta e recito con quattro donne”.
A. A: “Se la competizione fra uomo e donna è sana ben venga, ma deve fondarsi su alcune basi solide, in questo caso una base solida è la bravura. Se la competizione deve essere estetica e raccomandazione politica, no”.
I. D: “Nel mondo d’oggi le prime donne possono essere sia uomini che donne e ci si scontra sempre, nello spettacolo ci sono delle divisioni ben precise, nel senso che un regista quando fa un casting sceglie delle persone con le stesse caratteristiche”.
M. CH: Voi credete ancora che nello spettacolo si possa avere successo per talento e bravura oppure siete dell’idea che sia solo una questione d’immagine?
M. D: “La bravura conta, purtroppo oggi conta anche la raccomandazione, ma non sei bravo e non possiedi certe capacità prima o poi cadi”.
L. C: “Spero che nello spettacolo prevalga la meritocrazia altrimenti l’arte né risentirebbe”.
A. A: “Io credo ancora nella meritocrazia anche se siamo in un paese dove la meritocrazia non vige”.
I. D: “La bella presenza conta tantissimo ed è sicuramente è un bel biglietto da visita però deve esserci il carattere, se non sei competente il momento di gloria dura poco”.
M. CH: Un piccolo anticipo sui vostri prossimi impegni?
M. D: “Stiamo preparando uno spettacolo teatrale insieme”.
L. C: “A fine gennaio andrà in scena l’ultimo spettacolo scritto da Oreste Lionello, il mio grande maestro, ci tengo a farlo presente perché è un evento al quale sono molto legata”.
A. A: “Il 14 gennaio uscirà un film horror dove interpreto la parte di uno zombi, gli effetti speciali sono di Sergio Stivaletti, la regia è di Edo Tagliavini”.
I. D: “Io farò uno spettacolo in estate che prende il nome di Jazz Noir, un’inedita tournè dove s’incroceranno jazz e teatro”.

Marco Chinicò

[13-12-2010]

 
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