Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Teatro Roma
 
» Prima Pagina » Cultura Roma » Teatro Roma
 
 

La maschera sur grugno

Vita, morte e miracoli secondo Giuseppe Gioachino Belli in uno spettacolo al Teatro Vittoria

Ha debuttato con successo l’altra sera al Teatro Vittoria “La maschera sur grugno” di Marcello Teodonio, con Stefano Altieri, Annalisa Di Nola, Stefano Messina, Emanuela Fresi, per la regia di Stefano Messina e le musiche di Pino Cangiatosi. Nei sonetti di Giuseppe Gioachino Belli quella verità di allora, quei momenti e protagonisti della Roma ottocentesca, appaiono e sono molto simili agli attuali: gli uomini, le donne, i rapporti tra uomini e donne, la città, il sesso e il potere, la religione e la vita quotidiana.

 In spazi tanto ideali e simbolici quanto concreti (le vie e le piazze di Roma), rievocati dalle parole dei sonetti, avvengono gli incontri e gli scontri fra gli esseri umani, le riflessioni e le imprecazioni, l’urlo e il sospiro, la bestemmia e la preghiera: i sonetti si incalzano l’uno con l’altro collegati o da evidenti connessioni tematiche o da più nascoste sintonie o dissonanze stilistiche, che si inseguono, rimbalzano, esplodono. Lo spettacolo del Vittoria, in scena fino al 19 dicembre, nasce dall’esigenza di far conoscere una delle più grandi pagine di poesia europea, forse ancora troppo ignorata e considerata spesso, ed erroneamente, poesia “dialettale”. Il dialetto di Belli è in realtà una lingua “inventata”, energica, graffiante, vitale, con la capacità di costruire nell’arco breve di un sonetto una vicenda, un attimo di vita quotidiana o addirittura un’intera esistenza, con una tale potenza espressiva e visiva da conferirgli una poderosa forza teatrale. La scommessa è quella di riuscire a unire qualcuna delle tante voci dei personaggi dei sonetti, creare un dialogo, un discorso organico, un affresco caotico e violento, che offra suggestione di suoni e fulminanti visioni di quel inferno in terra, di quella Umana Commedia tragica e misera, comica e grottesca, appartenente a Roma (città “di sempre solenne ricordanza” e “stalla e chiavica der monno”) e al tempo stesso appartenente agli uomini e alle donne di ogni luogo e di ogni tempo

[09-12-2010]

 
Lascia il tuo commento