Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
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Varese corsara spinge la Virtus nel baratro

Continua l'incubo contro le squadre lombarde al PalaLottomatica (89 - 92)

Entriamo al PalaLottomatica col timore che quel proverbio possa aver fondamento, visto che i due incontri della stagione tra le mura amiche contro squadre lombarde registrano un pesante 0 su 2 per i colori blu-giallo-rossi.
Senza Giachetti e con Gigli ancora in borghese per il persistere del risentimento al ginocchio, rotazioni ridotte quindi in casa Virtus e spazio in panca per il baby Marchetti.

Pronti via scegliendo il quintetto che ha fatto vedere le cose migliori nell'ultima di Eurolega: Washington, Djedovic, Datome, Traorè e Heytvelt.
Per Varese Thomas parte con le polveri bagnate sparando più volte sul ferro, però fa presto ad aggiustare la mira ed imitato da Fajardo tiene a contatto Varese dopo che Traorè, Datome ed Heytvelt avevano fatto sentire gli artigli di una Roma che sembra da subito voler partire col piede giusto.
Il ritmo stavolta è frenetico, continui rovesciamenti che producono confusione e velenose palle perse sempre e solo per la Virtus (di D-Wash e del nuovo entrato Vitali).
Al minimo allungo dei padroni di casa, rispondono prontamente le bombe di Galanda e Thomas.
Goss penetra a suo piacimento in qualsiasi iniziativa si prenda per vie centrali, dall'altra parte Smith ancora stenta a metterne in cascina uno, esclusion fatta per una zampata a rimbalzo che ci avvicina sul
18 - 21 di chiusura primo quarto. Si rientra nel peggiore dei modi con persa di Crosariolo e 3 punti dall'arco di Thomas, mentre Vitali assolutamente inguardabile tanto da scivolare su se stesso liberando una facile conclusione del solito Thomas, ha il merito però di prendersi senza paura un tiro (e metterlo) da tre punti sull'azione seguente che non evita però la propria sostituzione in favore di D-Wash. Buon movimento di Crosariolo per Dasic e bomba di Washington sulla zona azzardata da Charlie Recalcati e la Virtus si riporta sotto (25 - 27) al 14'.

Gli slavi non sembrano in serata e si vede dalle palle perse e dalle scellerate gestioni delle circolazioni in attacco, Dasic si macchia di tiri sbilenchi e passaggi avventati e con questi forse esce dalla gara.
I lombardi martellano dagli angoli con il solito Jobey a cui si affianca un gigantesco Kangur che esce fuori alla distanza e firma il nuovo allungo ospite (27 - 41 con due minuti ancora da giocare).
In quei due minuti si assiste a tutto il peggio che ci si potesse aspettare, Pozzana arriva ad otto fischi consecutivi, molti dei quali gratuiti, contro Roma, e Varese bombarda a più non posso la croce rossa capitolina fino a schiantarla 32 a 49 al ventesimo.
La gara appare finita o poco ci manca, sappiamo invece che potrebbe essere finita la partita della "metà oscura" della Virtus, più spaventosa di quella raccontata da G.A. Romero, e che nel secondo tempo potrebbero fare ingresso "quei bravi ragazzi" che ti sanno risolvere gli affari sporchi con un parziale degno da Virtus.

Al rientro è solo spazzatura vera e propria per oltre 4 minuti, farcita di facili appoggi a canestro dei rossi ospiti e drammatiche negazioni del gioco del basket da parte dei crocerossini.
Per di più Varese allunga sfruttando le amnesie continue dei virtussini, capeggiati da un Vitali che qualcuno decide ostinatamente di tenere in campo e da Alì Traorè versione S.Maria della Pietà.
Ci provano Datome e Djedovic a dare una scossa quando ancora la partita è lunga da giocare, ma Pozzana si sente ancora protagonista e le rime scontate piovono dagli spalti.
Boniciolli commette l'insano gesto di togliere i migliori, giusto il tempo di prenderne altri 4 di fila, per poi ravvedersi e inserire sia Washington che Djedovic, gli unici guerrieri di una squadra allo sbando.
Ma forse non ce n'è più per nessuno, e pensare che Varese non segna quasi più dal campo affidandosi al solo tiro libero, ma dal canto nostro c'è pochissima sostanza e tanta confusione, si cola a picco fino al 49 - 63 di fine terzo quarto. Ci sarebbe il tempo ancora per rientrare e qualcuno ci prova, ma senza fondamentali non si va lontano e Roma sembra per lunghi tratti squadra da Serie C2, nel frattempo continua lo show personale di super Jobey Thomas che realizza il suo 24 punto (terminerà con un doppio 27) e subito dopo ruba l'ennesima rimessa sprovveduta di Roma mettendo una seria ipoteca sui due punti finali.

Ma c'è sempre da fare i conti con la follia di "quei bravi ragazzi" che hanno visto l'inferno più volte, e dall'oltretomba risorge il quasi tagliato Vitali, che mette due bombe in faccia a tutti e si prende 2 liberi della vita.
Si, c'è ancora vita dalle parti dell'Eur ma Fajardo e Thomas tengono Varese avanti anche di +10 con conseguente time out boniciolliano. Roma sbaglia i cinque tiri liberi cruciali per riprendere la gara che Varese riporta dalla sua sponda con la grinta di Fajardo e con il sempre preciso Righetti.
Ultimi sussulti in casa Roma merito del trio dei "recuperati" Djedovic-Vitali-DWash che addirittura riportano ad un solo possesso di distanza con 40 secondi sul cronometro, ma Kangur si inventa la tripla della disperazione sotto le bordate di fischi del Palazzo e Vitali si carica la stessa responsabilità sulle spalle e porta la Virtus ancora a -3. Goss è preciso ai liberi e tiene avanti i suoi di due possessi, Djedovic sbaglia appositamente il secondo ma a rimbalzo la storia non cambia e Ron Slay la fa sua prendendo anche il fallo sull'89 a 91. Ne segna solo uno ma basta per vincere perchè l'asse Smith-Djedovic spara senza trovare l'overtime che avrebbe rappresentato una vera beffa per gli uomini di Recalcati.

La follia sta proprio nel fatto che Roma e i suoi arrivano addirittura a segnare quaranta punti dopo aver visto la retina col lumicino nei quarti precedenti, ma la partita si gioca sui 40 minuti, non sugli ultimi dieci.
Boniciolli in conferenza stampa dichiara di non saper comprendere come l'interruttore di questa squadra possa spegnersi e riaccendersi senza una precisa ragione, mentre garantisce invece che la condizione fisica non desta preoccupazioni visto come si è rientrati energicamente nel finale.
Ormai il fondo è stato ampiamente raschiato e sembra difficile poter fare di peggio, a pensarci bene però il peggio potrebbe ancora venire, si potrebbe retrocedere.

Cocco Rossi Stuart

[05-12-2010]

 
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