Giornale di informazione di Roma - Sabato 29 novembre 2014
 
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Il pallonaro Lazio
 
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Lazio: ora sei grande

Battuti i campioni d'Italia e d'Europa dell'Inter per 3 a 1. Biava, Zarate e Hernanes a segno, in goal anche l'ex Pandev

Non succedeva da troppo tempo. La Lazio negli ultimi anni si è tolta parecchie soddisfazioni, soprattutto se rapportiamo le sue vittorie, anche in termini di trofei, al resto delle squadre di Serie A. Squadre come Napoli, Palermo o Fiorentina, spesso incensate, sulla bocca di tutti, che possiedono tuttavia bacheche desolatamente e irrimediabilmente vuote. Perché il calcio italiano è questo: basta una vittoria contro una "grande" per far gridare al miracolo, per veder spuntare "squadre rivelazione", "nuove realtà", o semplicemente per rendere esaltante una stagione dignitosa. E mai come in questi anni le cosiddette big del nostro campionato hanno regalato questa gioia, alternativamente, a praticamente tutte le piccole, le medie e le aspiranti grandi società. Ma alla Lazio no. La Lazio pur raggiungendo traguardi importanti, non si è potuta mai neanche illudere di poter diventare o sentirsi grande, perché a cospetto delle grandi crollava, si disuniva, chinava il capo. Ma oggi, finalmente, qualcosa è cambiato. Oggi la Lazio, grazie alla vittoria per 3 a 1 sull'Inter di Benitez, non solo è tornata a battere una grandissima squadra (seppur decimata), ma ha capito di poterlo diventare, e stavolta sul serio, anche lei.

LA PARTITA - Lazio in formazione tipo mentre continua l'emergenza per i nerazzurri, costretti a schierare il giovane Natalino e l'attacco leggero Pandev-Biabiany-Sneijder. Inizio equilibrato con un'occasione per parte: prima Dias centra Lucio dal limite dell'area, poi Muntari in tuffo di testa manda a lato. Al 18' la Lazio inizia a fare sul serio: bella manovra con Zarate per Hernanes che crossa al centro, Floccari in avvitamento, para Castellazzi e Mauri da un metro trova il salvataggio decisivo di Zanetti. Al 25' si scatena Zarate: Biabiany messo a sedere e calcio d'angolo che lo stesso argentino va a battere, Hernanes incorna indisturbato, la traiettoria è sporcata da Floccari ma Castellazzi si supera respingendo, la sfera balla sulla linea di porta e un rinvio alla disperata la fa carambolare prima sul fianco di Biava e poi in rete. Vantaggio, proprio nel momento migliore della Lazio che continua a spingere e ci riprova con Mauri, senza fortuna. Ma il finale di tempo è per l'Inter: prima Sneijder trova un Muslera insicuro che respinge corto per Pandev che spreca tutto, poi ci prova Thiago Motta appena subentrato a Stankovic. Finisce il primo tempo e al ritorno in campo, al 51', è subito raddoppio Lazio: Hernanes nello spazio per Zarate che elude il goffo tentativo di Natalino e con un pregevole tocco sotto di sinistro beffa Castellazzi. I biancocelesti iniziano a dilagare. Floccari, Hernanes e Mauri vanno vicinissimi al ko, Benitez mischia le carte in difesa, spostando Cordoba su Zarate, ma l'argentino si sposta a sua volta dalla parte opposta, e il forcing continua. La Lazio però non dà il colpo di grazia e allora al 73' l'ex Pandev (esagerati i fischi nei suoi confronti) la punisce in seguito ad un rimpallo, con un potente sinistro rasoterra. I biancocelesti indietreggiano troppo e riaffiorano i soliti fantasmi. Sneijder sfiora il goal, l'Inter ci crede. All'85' occasione colossale per Cordoba che calcia a botta sicura e trova il riflesso miracoloso di Muslera. All'88', poi, ci pensa ancora lui, il Profeta, a far esplodere di gioia la gente laziale: punizione letale a coronamento di una prova straordinaria e tre punti in cassaforte. Sul 3 a 1 c'è ancora tempo per una traversa di Sneijder, poi arriva il triplice fischio finale.

La Lazio vince, dà spettacolo e aggancia momentaneamente il Milan in testa a 30 punti. Una prova quasi perfetta degli uomini di Reja che dimostrano, a chi fosse ancora convinto del contrario, di valere ampiamente la posizione di classifica conquistata. Tante le note positive: cresce l'intesa Zarate-Hernanes, la difesa regge bene ed è ormai una sicurezza, la manovra offensiva è fantasiosa come mai dall'inizio di questa stagione. Ma ciò che più è importante è che la Lazio si è andata a prendere una vittoria che voleva fortemente e che ha ottenuto con convinzione e maturità. Non si sono ripetuti gli errori fatti nel derby o col Catania e fin da subito si è capito che stavolta proprio no, non ci si poteva accontentare, non si poteva aspettare l'avversario ma bisognava andare a morderlo, tramortirlo e finirlo il più in fretta possibile, nonostante si chiamasse Inter e fosse a dir poco temibile, certo più di tante squadre passate all'Olimpico. La dote che queste vittorie portano con sé è enorme e va al di là dei tre punti. Se la Lazio saprà farla fruttare, nulla, da qui alla fine del campionato, le sarà precluso.

Valerio Lazzari


LAZIO - INTER   3-1

LAZIO (4-2-3-1):
 Muslera; Lichtsteiner, Biava, Dias, Radu; Brocchi, Matuzalem; Mauri, Hernanes (91' Bresciano); Zarate (80’ Ledesma); Floccari (86’ Rocchi).
A disp.: Berni, Diakitè, Cavanda, Kozak.
All. Reja

INTER (4-4-2): Castelazzi; Natalino (83’ Santon), Lucio, Cordoba, Zanetti; Cambiasso, Stankovic (36’ Thiago Motta), Muntari (54’ Alibec), Biabiany; Sneijder, Pandev.
A disp.: Orlandoni, Materazzi, Benedetti, Nwankwo
All. Benitez

Arbitro: Orsato di Schio (Di Liberatore-Rosi; Romeo)
Marcatori: 26’ Biava, 52’ Zarate; 74’ Pandev; 89' Hernanes
Ammoniti: Brocchi, Radu (L); Muntari (I)
Recuperi: 3’ pt; 5' st
Spettatori: 45.000 (Ospiti: 4.000 circa)

[04-12-2010]

 
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