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Operai e costruttori protestano a Montecitorio

''il Lazio risente della crisi, come tutto il Paese''

Hanno protestato uniti, operai e costruttori con caschi da lavoro gialli, rossi e blu, palette e transenne di plastica. Si sono presentati così i sindacati Cgil, Cisl e Uil insieme gli imprenditori del settore edile, Confartigianato e Cna che insieme, una prima assoluta, stanno manifestando sotto la Camera dei deputati a Montecitorio contro una crisi che tocca aziende e lavoratori di tutta Italia.

Una piazza piena, circa 1500 i partecipanti, è quella che si presenta, colorata, ordinata e composta da lavoratori e datori di lavoro che difendono un comparto a rischio e messo in ginocchio "dall'immobilismo del Governo, dalla burocrazia, dai mancati pagamenti e dalla carenza di progettazione", denunciano dal palco attrezzato su un camion gli oratori.

Ecco perché la convocazione degli "Stati generali delle costruzioni" con rappresentanti che arrivano sotto il "Palazzo" dalla Toscana, dal Veneto, dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalla Campania e dal Lazio. "Lazio che risente della crisi come tutto il Paese - denuncia il presidente Acer Eugenio Batelli - ci sono scarse risorse per non dire nulle e ritardi nei pagamenti. La regione non paga da 18 mesi ma c'è un ritardo di tutte le amministrazione. Più che ritardo però non si sa quando pagano e le banche chiudono i crediti". Una crisi che ha numeri importanti 250mila i posti di lavoro perduti in Italia e tra i 20-25 mila nel Lazio negli ultimi 18 mesi a fronte di aziende che chiudono: "Una al giorno negli ultimi 6 - dichiara Batelli - quelle più a rischio sono le medio piccole che sono il 90%".

In piazza oltre i vertici Acer anche i sindacati e come afferma il segretario della Cgil Roma e Lazio, Claudio Di Berardino: "Questa manifestazione è una denuncia preoccupante è la prima del genere e credo che sia il segno che non ci sia una questione ideologica e strumentale ma una questione reale che si chiama lavoro. La richiesta al Governo e far ripartire una serie di investimenti pubblici per la città, ad esempio, i 140 milioni di Roma Capitale potrebbe essere un segnale importante. Il pubblico deve trovare tutto quello che ha a disposizione per un intervento straordinario che coinvolga il triennio altrimenti ci troveremo di fronte ad una crisi senza ritorno". Di Berardino ha poi concluso parlando della manifestazione: "Siamo onorati di ospitarla come città perchè riporta l'oggettività del tema e della protesta".
 
 

[01-12-2010]

 
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