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Protesta contro la riforma Gelmini

tafferugli in via del Corso

di Flavio Gibiino

Gli studenti universitari l’avevano anticipato nelle dichiarazioni e negli slogan della scorsa settimana: "Martedì paralizzeremo la città". E hanno mantenuto la loro promessa.
Il corteo studentesco di oggi, organizzato in coincidenza della votazione alla Camera del tanto discusso “Diegno di legge Gelmini”, oltre a creare grandi disagi al traffico e ai trasporti, ha evidenziato quelle gravi tensioni che caratterizzano questo momento di forte crisi politica. Tensioni che oggi, sono sconfinate inevitabilmente nella violenza.

LE PRIME TENSIONI- Dopo la partenza alle 9:30 da Piazzale Aldo Moro (di fronte all’Università La Sapienza), il corteo si è mosso in direzione del centro, al grido di "Assaltiamo Montecitorio!".
I primi attimi di tensione si sono visti proprio in prossimità di piazza Montecitorio, in via in Aquiro, dove alcuni studenti hanno cominciato a lanciare oggetti (bottiglie, petardi, fumogeni etc.) contro le camionette della polizia che bloccavano l’ingresso alla piazza.
Nessuna reazione da parte delle forze dell’ordine, che si sono limitate a blindare ogni via d’accesso alla Camera.

UNA CITTA’ BLINDATA-La capitale, questa mattina, era predisposta per impedire in ogni modo agli studenti di raggiungere piazza Montecitorio: Piazza Venezia è rimasta blindata per tutto il giorno e sono stati bloccati anche gli accessi a via del Plebiscito e a via del Corso.

GLI SCONTRI- Nel primo pomeriggio, il corteo ha deviato sul Lungotevere, in cerca di un’altra via per raggiungere Montecitorio. Alle 15:30, appena imboccata Via del Corso, gli studenti si sono fronteggiati con il secondo blocco di camionette, all’altezza di via della Vite. A questo punto un gruppo di ragazzi si è scagliato contro un autoblindo con calci, petardi e sassate. Arrivando addirittura a far vacillare il mezzo. Dopo neanche cinque minuti, sono stati sparati i primi lacrimogeni, e da via della Vite (una traversa di via del Corso) è arrivata un’ondata di poliziotti in tenuta antisommossa, cheha travolto passanti, studenti e giornalisti.
Dopo dieci minuti di guerriglia sono tutti tornati alle loro posizioni: la polizia ha indietreggiato in direzione di piazza Venezia; e gli studenti si sono ritirati verso Piazza del Popolo.

I NUMERI-Le prime stime ufficiali parlano di 50.000 persone solo a Roma. Una cifra che si va a sommare alle migliaia di studenti (medi e universitari), scesi in piazza questa mattina in molte città italiane (Palermo, Bologna, Genova, Bari, Milano e Venezia). Per quanto riguarda i tafferugli invece, non sembrano esserci stati feriti in nessuno dei due “schieramenti”.

LA PROTESTA CONTINUA-Il corteo, dopo gli scontri in via del Corso, si è spostato in direzione della Stazione Termini (passando lungo il muro Torto), dove i manifestanti hanno occupato alcuni binari, bloccando parte del traffico ferroviario.

foto di Andres Venni
 
 

[30-11-2010]

 
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