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Protesta dei precari dell'ufficio immigrazione

da gennaio rischiano il posto per i tagli della finanziaria

Hanno fatto sentire la loro voce in via Ostiense, di fronte all’ufficio immigrazione della prefettura. Sono un centinaio i lavoratori del ministero dell’interno, assunti con concorso pubblico e che protestano perché dal prossimo gennaio rischiano di perdere il posto.

"I dati degli uffici immigrazione e sportelli unici di Roma parlano di oltre 100 mila permessi di soggiorno rilasciati o rinnovati ogni anno - spiega la Fp Cgil - Gli sportelli preposti della Questura di Roma accolgono ogni giorno le richieste di oltre 800 immigrati.  Anche le comunità e le associazioni degli immigrati sono fortemente preoccupate della situazione oltre che per le inevitabili ripercussioni che essa avrebbe sulla loro permanenza in Italia e sul lento processo di adeguamento delle strutture pubbliche che dovrebbe mirare ad una reale integrazione dei lavoratori stranieri. Se la crisi impone una
inevitabile riduzione della spesa pubblica non si comprende la logica di operare dei tagli  in modo acritico e indiscriminato. Chiudere o depotenziare un servizio come quello
dell'immigrazione è un paradosso, un danno per tutti, che lesiona i diritti e rappresenta un danno economico, dal momento che per le pratiche di cittadinanza e per le richieste di permessi di soggiorno entrano ogni anno nelle casse dello Stato circa 100 milioni di euro".

La finanziaria prevede tagli del 50% del personale precario delle questure, a gennaio gli sportelli unici e gli uffici dell’immigrazione rischiano il collasso perché gran parte del lavoro è garantito proprio dai precari.
 
 

[29-11-2010]

 
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