Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
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La Virtus ricomincia da capo: di nuovo crisi prenatalizia

Altra sconfitta casalinga, Cremona sbanca il PalaLottomatica 84 a 70

Difficile aspettarsi nel ritorno al palazzo qualcosa di sorprendentemente diverso dalla mediocrità messa in scena all'interno del non gioco visto in europa giovedì, come era difficile avere certezze sull'entità dell'infortunio di Giachetti perché a tre giorni dal fattaccio non sono stati ancora fatti i relativi esami medici. Ed invece di lasciar spazio alle preoccupazioni su quanto uno stop più o meno lungo del play toscano potrebbe influire negativamente nella già complicata gestione dei possessi di palla romani, c'è chi prende la notizia addiriuttura come un lieto evento per le sorti virtussine.
Al PalaLottomatica è di scena quella Cremona che zeppa di slavi agli ordini di coach Mahoric sta facendo molto bene in questa prima fase di campionato specie sotto il profilo offensivo, al contrario della sterilità realizzativa della Virtus.
Coach Boniciolli inizia con Crosariol, Dasic, Djedovic, Washington e Datome. Dalla parte opposta lo starting five è : Rowland, Milic, Foster, Sekulic, Drodzov.
Crosariolo apre con tap-in prima di sonnecchiare per il resto della gara, Cremona inizialmente è imprecisa, D-Wash non è da meno subito con uno 0 su 2 ai liberi ma anche Djedovic e Dasic dapprima non centrano dal campo, poi recuperano e correggono la mira per un primo tentativo di allungo romano sul 9 - 5 con palla in mano, ma sprecata malamente prima da Datome imitato nell'azione successiva da Djedovic.
Roma non riesce a tirarsi fuori dalla melma del suo gioco involuto, si improvvisa in due azioni di pura "palla avvelenata" inconcludente, e Cremona diligente ai suoi schemi di base classica prima rientra, poi sfruttando ripetuti regali difensivi sotto i tabelloni romani passa avanti.
Traorè sembra più vivo del solito, si impegna e qualcosa ottiene, ma la Vanoli inizia ad aggiustare la mira e sappiamo quanto può far male dall'arco.
Ne infila un paio di seguito, Boniciolli chiama il doppio play con l'inserimento di Vitali, che si macchia di due errori madornali, lasciando facili contropiedi agli ospiti che chiudono il primo quarto avanti 21 a 17.
Tanjevic e Toti scuotono la testa, non si sa se per le scellerate scelte del play numero 10 e di chi lo allena, o perché si rendano conto che quest'anno non c'è cura per salvare questa Virtus.
Nel secondo quarto è sempre Traorè a lanciare segnali confortanti sia a rimbalzo in difesa che in attacco realizzando un personale 8 a 0 che è pura linfa vitale nell'arida steppa romana.
Cremona con il minimo sforzo ottiene punti facili dal campo con Sekulic e Foster e l'equilibrio del punteggio resta invariato. Roma si ostina nel tiro al piccione da fuori (scandaloso 2 su 19 quest'oggi), si incarta a dovere nelle ripartenze e come è prassi quest'anno non penetra e non sfutta il bonus in cui i lombardi incappano con ben 6'30" ancora da giocare nel quarto.
Sono un paio di contropiedi rubati a tenere Roma un filo avanti, nella speranza che E.J. Rowland (lui si che è un tiratore) tardi più che mai a svegliarsi.
La Virtus non costruisce, si smarrisce a rimbalzo e non appare per nulla squadra coesa, si rifugia in affondi disperati e nel solo Traorè (13 punti e 5 rimbalzi in meno di dodici minuti) che fa quello che può e senza il quale il dramma sportivo sarebbe già conclamato. Si va così all'intervallo lungo in parità a quota 38.
In apertura di secondo tempo Roma prosegue lo spartito a lei più consono, quello della sofferenza a tutto campo, che si risparmia solo per qualche sprazzo illuminato del baby Djedovic e del già citato Alì (il francese chiuderà con 20 punti e 7 rimbalzi per 23 di valutazione), Cremona forse incredula di quanto ha davanti sembra non voler infierire e fortunatamente sbaglia anch'essa conclusioni aperte, nonostante le due bombe azzeccate in un lampo.
Boniciolli si conferma quantomai confusionario e ripropone la coppia Vitali - DWash con il primo del tutto imbarazzante ed in completo appannamento sotto qualsiasi forma lo si voglia analizzare, viene così presto rimpiazzato da Gigi Datome, la Virtus raggiunge il bonus presto e questo fatto spesso ha coinciso con altri guai pesanti in arrivo.
E' proprio il sardo a spezzare la maledizione del tiro pesante, con l'urlo liberatorio che segue la tripla dall'angolo del meno 4, ma Cremona risponde con autorità portandosi ancora prepotentemente sotto puntando diritto al cuore della molle difesa romana (+8 al 30').
Ancora dentro Vitali (stavolta come guardia) e questo è un chiaro segnale di instabilità mentale o forse c'è sotto dell'altro a noi oscuro, mentre la regia viene affidata a Djedovic, cosa che produce un passivo massacrante frutto di 2 triple mortifere degli ospiti che costringono Roma al time out immediato.
Roma però non sembra poter più riprendersi e noi con lei, spettatori di quanto sia difficile credere ad una rinascita del gioco e del gruppo, ora che tempo non ce n'è più per davvero.
La partita scivola così verso il peggiore dei finali che sancisce l'apertura ufficiale della crisi di fine 2010, che sembra di gran lunga più grave di quella che costrinse Gentile, all'epoca emarginato e senza protezioni interne, a dimettersi giusto un anno fa.

Giovedì sera sempre all'Eur si proverà con la sola e poca forza di inerzia rimasta a portare questa maglia alle top 16 di Eurolega, senza ancora sapere però se poi avrà senso giocarle.
E pensare che c'è ancora chi ha il coraggio di mettere in discussione l'importanza di Jacopo.

Cocco Rossi Stuart

[29-11-2010]

 
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