Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
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La Virtus vince il thriller della mediocrità

In Germania finisce 67-68 con la tripla di Smith sulla sirena

Forse neanche nel campionato cadetti si fa 5 su 12 ai tiri liberi. Forse neanche nel campionato cadetti raggiungere i 70 punti rappresenta un'impresa. Forse neanche nel campionato cadetti il livello di gioco è così scarso. Sicuramente, però, è difficile in quel campionato vedere canestri come quello di Charlie Smith, che con 1 secondo e 9 decimi sul cronometro, e sotto di due punti, infila una tripla dall'angolo che regala la vittoria alla Virtus Roma, e anche un pezzo importante di  qualificazione alle top 16.

Nella sagra degli errori e degli orrori andata in scena a Bamberg finisce così 67-68 una partita vinta alfine dalla squadra con maggiore talento in campo, che ha però cercato in tutti i modi di perderla e che ci era quasi riuscita, non fosse stato appunto per la prodezza balistica del giocatore acquistato in estate proprio come l'uomo adatto a gestire l'ultimo tiro.

In tutti i modi, dicevamo, ci ha provato la Lottomatica a perdere questa sfida, ricalcando quasi sistematicamente la prestazione di domenica scorsa in casa Armani Jeans. Se però in quel caso la qualità di gioco espressa nei primi trenta minuti era stata a tratti eccellente, stasera la Virtus è andata avanti nel punteggio quasi per inerzia, di fronte ad un avversario che ha sbagliato nel primo quarto quasi tutti i tiri presi, nelle rare volte in cui ci arrivava, tra palle perse e stoppate subite.
Così, dal massimo vantaggio di tredici punti (4-17) si arrivava già all'intervallo lungo ad un risicato più uno, dopo che la squadra allenata da Boniciolli era scesa allo stesso livello, indecente, dei tedeschi, con abbondante collezione di orrori già vista in altre recenti uscite.

Nel secondo tempo le cosa non cambiavano. Ancora oscenità da una parte e dall'altra, tra i romani particolarmente attivi Djedovic, inguardabile al tiro, Vitali, che nel primo tempo si era preso pure un tecnico, con degli scivolamenti difensivi degni di Villa Arzilla e Crosariolo, passivo in difesa su Hines, e a dir poco macchinoso in attacco.

Si procedeva così punto a punto, con Roma incapace di dare lo scossone anche grazie all'imprecisione ai tiri liberi, davvero imbarazzante. Dal 65-61 a meno di 2' al termine, con canestro di Heytvelt e relativo tiro libero aggiuntivo sbagliato, arrivavano così le due triple del sorpasso tedesco, la prima del mortifero Jacobsen (15 punti per lui con 5/9 oltre l'arco) e l'ultima, quella che pareva essere decisiva, di Roberts, che fissava sul 67-65 il punteggio a 1' 9" dalla sirena. Boniciolli, la cui gestione dei cambi sembra essere sempre più casuale e masochista, chiamava timeout, dal quale usciva una rimessa per Smith in angolo, il quale, dopo appropriato avvitamento, infilava un tiro dalla parabola altissima, che si spera possa essere quel segnale tanto invocato di inversione di marcia in una stagione cominciata in modo che definire complesso è poco.

A questo proposito va anche ricordato il debutto stagionale di Angelo Gigli, al rientro dopo l'infortunio subìto nell'estate azzurra, che contribuisce, dopo quello di Datome, a completare il roster della formazione romana, attesa domenica all'eur dalla non insormontabile Cremona.
Chissà che gli dei del basket non si siano accorti della Virtus....

Co. Ro. St.

[26-11-2010]

 
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