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Riforma dei consultori, donne contrarie

30.000 firme contro la legge Tarzia

È stato un confronto duro, al limite della rissa, tra promotori e contrari al progetto di riforma dei consultori proposto da Olimpia Tarzia.  Due manifestazioni di segno contrario erano state autorizzate intorno alla sede della Regione sulla Cristoforo Colombo. 

Da una parte il gruppetto di ispirazione cattolica della consigliere regionale Pdl, dall’altro le donne dei centri sociali e dei sindacati, sostenute da alcuni politici di centro- sinistra. La presenza ravvicinata dei due cortei ha impegnato non poco gli uomini della questura e dei carabinieri.  La tensione, palpabile sin dal mattino ha richiesto il mantenimento di un cordone di sicurezza tra le manifestanti.

"Oggi si è rischiato lo scontro tra le donne che contestavano la Tarzia e un 'manipolò di maschi facinorosi scesi in piazza per sostenere le teorie farneticanti della consigliera regionale - afferma il segretario regionale della Uil Luigi Scardaone - Chi invoca regole sulle manifestazioni, leggasi cortei, dovrebbe riflettere sulla superficialità con cui viene gestito, come nel caso in specie l'ordine pubblico. Siamo molto liete del fatto che il nostro corteo non abbia raccolto la provocazione irresponsabile della Tarzia - dicono le consigliere Idv Giulia Rodano e Anna Maria Tedeschi - che ha inopinatamente convocato una contromanifestazione di 20 persone, nello stesso luogo e alla stessa ora". I colleghi del Pd Enzo Foschi e Tonino D'Annibale aggiungono: "Sconcerta il tentativo provocatorio della Tarzia che ha organizzato un piccolissimo presidio non autorizzato per provocare chi manifestava il proprio dissenso contro una proposta di legge che, di fatto, rappresenta una violenza alle donne".

"Abbiamo raccolto 30 mila firme contro questa pericolosissima riforma", fanno sapere le manifestanti. Tante le donne che stanno partecipando al sit-in: rappresentanti della Cgil, dell'Idv, del Pd, di Sel, della Casa internazionale delle donne e della 'Assemblea permanente contro la legge Tarzià. "Siamo qui per manifestare la nostra indignazione per chi vuole snaturare i consultori pubblici - spiega la consigliera Idv Giulia Rodano - in un momento in cui si tagliano gli ospedali, l'attacco anche ai consultori ha generato nella donne di tutto il Lazio una reazione come non si vedeva da anni». Claudia Bella, responsabile del coordinamento donne della Cgil Lazio e membro dell'Assemblea permanente contro la legge Tarzia fa sapere che "da settembre sono state raccolte circa 30 mila firma contro la legge Tarzia e la raccolta sta continuando. Questa riforma cela numerosissimi pericoli - aggiunge -: non solo cancella ci consultori ma è un vero e proprio attacca alle donne perchè trasmette un'idea pericolosissima di società. Per sostenere le donne e la maternità dobbiamo sostenere il lavoro e il welfare non certo propinare persuasione e bonus".

A difesa del progetto che vedrebbe la presenza dei volontari delle associazioni all’interno dei consultori è arrivata la stessa Olimpia Tarzia.  La fondatrice del movimento per la vita rivendica la possibilità di proporre soluzioni ai motivi di interruzione della gravidanza. 

 "La proposta, che nasce con lo scopo di consentire alle donne -ha detto la consigliera regionale Olimpia Tarzia, della lista Polverini- di poter scegliere il consultorio che più preferiscono e la possibilità, bella positiva di essere madri, non può essere stravolta da un gruppo di donne che in maniera arrogante, tendenziosa, mistificatoria e autoreferenziale, sta facendo circolare un messaggio assolutamente sbagliato".
 
 

[25-11-2010]

 
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