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Il responsabile delle risorse umane

di Eran Riklis. Con Mark Ivanir, Reymond Amsalem

di Clelia Verde

Il responsabile delle risorse umane di un panificio industriale di Gerusalemme si trova nei guai quando una sua dipendente viene uccisa in un attentato kamikaze. Il panificio viene accusato di mancanza di umanità e menefreghismo dalla stampa locale poiché nessuno reclama il cadavere che resta così all’obitorio per giorni. Per rimediare al danno d'immagine l’uomo intraprenderà un viaggio in Romania per riportare il corpo della donna nella sua terra natia.

Dopo IL GIARDINO DI LIMONI il regista israeliano Eran Riklis porta al cinema l’adattamento dell’omonimo romanzo di Abraham B. Yehoshua vincendo il premio del pubblico al Festival di Locarno e ben cinque Israeli Ophir Awards. Il film, candidato di Israele agli Oscar, è un tragicomico road movie che muove dal pretesto di dare la giusta sepoltura a Yulia, una immigrata cristiana che ha scelto di vivere in Israele e che muore così per una guerra non sua.

Attraverso il destino di Yulia (l’unico personaggio del film che ha un suo proprio nome) il film racconta il ruolo degli immigrati a Gerusalemme e lascia che lo spettatore si interroghi sul ruolo del resto del mondo, in particolare del mondo cristiano, nel conflitto in medioriente. Nonostante la centralità e l’attualità dei temi e nonostante un set-up ben confezionato la pellicola diventa ben presto prevedibile. Il viaggio degli eccentrici personaggi ricorda troppo altri road movie come LITTLE MISS SUNSHINE o SIMON KONIANSKY ed il protagonista (un eccellente Mark Ivanir) è abbastanza scontato nei panni di un uomo integerrimo, un uomo che sa qual è la cosa giusta e la fa puntualmente.

I comprimari sono poco sviluppati nella loro solitudine e speranza di redenzione e risultano più idee che personaggi veri e propri. Il film ha dalla sua una comicità dolce e mai scontata, qualche trovata geniale (parte del viaggio del feretro avviene a bordo di un carro armato sovietico) ed una fotografia strabiliante: gli splendidi panorami invernali russi sono decisamente un punto di forza della pellicola.
 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - Riklis - Ivanir
 

[25-11-2010]

 
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