Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Altre di Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema » Altre di Cinema
 
 

Alla ricerca degli ''spazi alternativi'' dedicati al cinema

Libreria Altroquando di via del Governo Vecchio

Di Flavia D'Angelo.

Roma - “città del cinema” per eccellenza - ha sempre avuto la capacità di aggregare gli amanti del grande schermo in luoghi di incontro e dibattito.
Quello che una volta i giornali definivano il “sottobosco cinematografico” era anche una vivace rete di cineforum, cineclub, sale d’essai, dopolavoro e circoli culturali che hanno fatto la storia cinematografica della nostra città.
Luoghi di incontro per appassionati di cinema e addetti ai lavori, locali in cui persone provenienti da esperienze culturali diverse potevano vivere l’esperienza di un dibattito vero e dove filmakers indipendenti riuscivano a ottenere i primi riscontri – non sempre positivi – da un pubblico attento e curioso.
Nel corso dei decenni la città è cambiata, e con essa sono cambiate abitudini sociali e culturali. Molti spazi storici hanno chiuso o si sono ridimensionati, altri hanno perso progressivamente la loro vocazione popolare a favore di una frequentazione d’élite.

Corriere Romano è andato a cercare i locali e gli spazi di Roma in cui sono attualmente organizzati eventi e incontri dedicati al mondo del cinema.
Abbiamo incontrato Alessandro Alessandroni, proprietario e gestore della Libreria Altroquando di via del Governo Vecchio, per farci raccontare la sua esperienza – decisamente controcorrente – con la quale inauguriamo questo spazio.

Altroquando ha aperto nel 2001, nel momento forse meno favorevole all'inizio di nuove attività commerciali …

Si potrebbe dire che abbiamo aspettato la crisi per aprire … In realtà dal momento in cui ho iniziato a lavorare sul progetto a quello in cui abbiamo inaugurato la libreria sono passati circa cinque anni. In questo periodo ho lavorato in un’altra libreria, ho seguito dei seminari sul mondo editoriale e soprattutto ho capito quanto fosse importante specializzarsi in un settore preciso.
Oggi se si apre una libreria di varia non si sopravvive, l’unica possibilità è crearsi un’identità precisa e diventare i più competenti nel proprio settore. Specializzandoci nel cinema siamo diventati da subito un punto di riferimento a Roma e non solo: in Italia ci sono poche librerie dedicate al cinema, inoltre noi vendiamo anche stampe, locandine e poster difficili da trovare altrove.

Oltre alla vendita di libri tradizionale organizzate anche vari eventi. E’ una strategia di differenziazione anche questa?

Organizzare gli eventi che ruotano intorno alla nostra libreria ha un costo enorme in termini di tempo ed energie. Siamo in sette a lavorare ad Altroquando, ma tutti ci dedichiamo anche ad altri lavori, quindi lo sforzo è anche più sentito. Tuttavia, organizzare questi eventi ci permette di definire meglio la nostra identità.
Dal 2007 abbiamo aumentato le iniziative perché siamo riusciti a prendere in affitto un altro spazio davanti alla libreria, con una sala – purtroppo non immediatamente visibile dall’esterno – più adatta alle nostre iniziative.
Organizziamo corsi durante il giorno, presentazioni di libri e musica dal vivo la sera e mostre fotografiche durante la settimana. Ora abbiamo inaugurato anche la trasmissione di partite di calcio, ma rigorosamente solo della Roma … Insomma, cerchiamo di sfruttare al massimo il nostro spazio anche perché occupare due locali al centro di Roma ha un costo abbastanza elevato.


Al momento di aprire la vostra attività che rapporto avete avuto con le Istituzioni presenti sul territorio?

Ho potuto aprire in un punto così centrale – dopo aver cercato locali adatti anche in altre zone di Roma – perché qui era stata aperta per più di cinquant’anni una bottega artigiana. Queste attività “storiche” sono protette dal Comune: la legge prevede che possano essere rilevate, e sostituite, solo da un’altra attività protetta. Questi tipi di attività, come le librerie, sono storicamente quelle con meno possibilità d’investimento quindi la richiesta d’affitto era accettabile.
Inizialmente non ci siamo relazionati con le Istituzioni un po’ per scelta, un po’ per scetticismo. Diciamo che ora sono loro che si relazionano con noi: siamo bersagliati da controlli di ogni tipo. Ci sono leggi incomprensibili: per esempio come libreria non possiamo mettere espositori con poster o locandine fuori dal negozio perché l’occupazione di suolo pubblico è permessa solo ai bar e ai ristoranti. In Italia tutto diventa complicato …

Quali sono le difficoltà di gestire un’attività così articolata?

Tutte le nostre iniziative sono gratuite ma è stato complicatissimo capire quali obblighi avessimo nei confronti della SIAE. Alla fine ho aderito a un’associazione che mi ha permesso di avere maggiori informazioni e stipulare un accordo a forfait per le nostre iniziative, comprese le rassegne di lungometraggi. Però per gestire queste attività abbiamo dovuto aprire un’associazione culturale, mentre il bar interno è gestito dalla nostra Srl. Anche questo ha portato una serie di controlli perché molte attività sono riuscite a farsi classificare come “librerie” in modo da ottenere la licenza di somministrazione, pur avendo al loro interno giusto una parete di libri, Questi abusi hanno portato a una guerra generalizzata che si ripercuote anche su chi, come noi, è in regola.


Dal tuo punto di osservazione, com’è cambiato in questi anni il centro di Roma?

Dal 2001 a oggi il Centro si è intristito. Sembra quasi che l’obiettivo del Comune sia di non far più uscire di casa nessuno: in alcuni momenti sembra quasi che ci sia il coprifuoco.
Certo, anche la crisi economica si è fatta sentire molto, soprattutto negli ultimi tre anni ma alcune scelte sono incomprensibili. La scorsa estate non sono stati dati i permessi per installare gli stand di “Invito alla lettura” all’interno dei Giardini di Castel Sant’Angelo e si trattava di una delle poche manifestazioni dedicate ai libri dell’Estate Romana …

Che idea ti sei fatto del “circuito alternativo” di Roma?

Alle presentazioni di libri capita spesso che il pubblico sia costituito da amici e parenti che aspettano solo che la presentazione finisca … Manca il momento di incontro con il pubblico vero e questo porta gli autori a diventare autoreferenziali. Spesso sono fin troppo calati nel personaggio e non si rendono conto dei problemi reali del cinema. In altri paesi, come negli Stati Uniti, è impensabile che un produttore possieda anche la società di distribuzione e le sale cinematografiche …
Da quest’anno stiamo cercando di organizzare meno presentazioni e più rassegne. A Ottobre abbiamo realizzato un ciclo su Woody Allen, uno su Billy Wilder e ogni Settembre ospitiamo il Manhattan Short, in contemporanea con altri paesi.
Abbiamo da poco organizzato la proiezione di “Poeti” di Tony D’Angelo alla presenza di buona parte dei poeti underground di Roma. Si sono presentati personaggi eccezionali e a un certo punto mi sono accordo di essere l’unico non-poeta presente in libreria …

Per maggiori informazioni sulla Libreria Altroquando e sulle sue iniziative si consiglia di visitare il sito ufficiale.

Conosci o gestisci uno spazio dedicato al cinema alternativo? Contatta Corriere Romano all'indirizzo spazialternativi@corriereromano.it per partecipare alla rubrica.

 
 

[23-11-2010]

 
Lascia il tuo commento