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Corridoio Roma - Latina

all'orizzonte un mare di ricorsi

Che il Cipe abbia finalmente sbloccato i fondi, 468 milioni di euro in tutto, per la realizzazione dell’autostrada roma-latina è cosa ormai nota da qualche giorno.

Non tutti sanno però che questo atteso e importante progetto potrebbe impantanarsi nel mare dei ricorsi. A fare il punto della situazione e a lanciare l’allarme ci pensano Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che, con un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, ricostruiscono l’intricata vicenda dell’agognata tratta autostradale.

Tutto inizia nel 2001 quando proprio il Cipe delibera l’intervento sulla A12 Pontina-Appia e sulla bretella Cisterna-Valmontone. Si crea allo scopo una joint venture pubblico privato, la Arcea Lazio, con lo scopo di progettare, costruire e gestire l’opera.

La commissione europea però esprime subito dei dubbi sulla società che, affidando direttamente i lavori senza gare d’appalto, avrebbe violato le normative dell’unione. Non solo, nel corso degli anni alcune delle società che facevano parte della stessa "joint venture" hanno promosso degli arbitrati per un ammontare totale di 859 milioni di euro, più del doppio delle penali che lo Stato, ricordano Rizzo e Stella, avrebbe dovuto pagare cancellando il ponte di Messina.

Una somma enorme che farebbe così schizzare il costo dell’autostrada a oltre 30 milioni al chilometro. Insomma, ed è la denuncia che arriva dal capogruppo dei radicali in Regione Guseppe Rosso di Vita, il rischio è che quei soldi arrivati dal Cipe, vadano tutti a finire in risarcimenti anziché in asfalto.
 
 

[22-11-2010]

 
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