Giornale di informazione di Roma - Lunedi 18 dicembre 2017
 
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Virtus: tanti progressi ma solo sconfitte

A Milano finisce 76 a 70. Roma sempre avanti per poi sciupare tutto nel finale

E' una Virtus a testa alta quella che mette piede al Forum di Assago reduce dall'ennesima batosta casalinga in europa, quasi finge di non avere problemi di condizione, allontana con saggezza le brutte figure rimediate nelle recenti apparizioni e prova a sembrare una squadra quantomai rodata.
Nel primo quarto è il bel gioco a farla da padrone, da una parte l'inossidabile leone Hawkins recupera palloni e punisce da più posizioni, dall'altra incredibile ma vero è il tiro pesante la specialità sulla tavola capitolina che annovera un washington finalmente con punti nelle mani, ma soprattutto djedovic e datome, con quest'ultimo con 3/3 da tre punti su tutti.
Roma rompe l'incantesimo con le proprie mani iniziando a perdere palloni e prendendosi improbabili tiri forzati, permettendo agli uomini di coach Bucchi di recuperare il terreno perso con i tentacoli dell'altro ex Jaaber, i punti del solito "Falco", e con la bomba del giovanissimo Melli.
Nel secondo quarto è finalmente Charlie Smith ad accendersi, recupera, corre, segna e prende confidenza anche da fuori, non si poteva sperare di meglio per farlo entrare in partita. Oltre alla conferma di quanto solido sia il rendimento costante di Crosariol, arriva anche molta sostanza da un Josh Heytvelt in netta crescita e dalle mani educate, dall'altra sponda però iniziano ad entrare anche le triple dei padroni di casa e si alza sensibilmente la percentuale meneghina.
Nel secondo tempo continua a brillare il marchio di Hawkins che inventa anche l'impossibile, ma Roma reagisce bene con le transizioni e la circolazione di palla pungendo ancora con tre triple consecutive del "ragno" Smith nel suo massimo splendore da quando è in maglia virtussina (5 su 9 da tre e 21 punti alla fine per lui) e si ringiovanisce addirittura per marcare e pressare l'incontenibile furia agonistica di Hawkins.
Per non smentire mai la sua indole autolesionista la Lottomatica colleziona un'infinità di palle perse, tiri forzati e preoccupanti infrazioni di passi, che nonostante la serata poco precisa dei tiratori di casa, non consentono di spaccare la partita a dovere ed anzi cominciano a far tremare le gambe agli uomini di Boniciolli.
Gli ex non finiscono mai ed allora spunta dal magazzino del PalaLido quel Van Den Spiegel che infila in un amen 6 punti e 2 rimbalzi, ricuce il divario e porta Milano a contatto.
Arriva poi naturalmente anche il turno della rivincita di Ibby Jaaber che recupera, segna e schiaccia in testa a tutti esultando verso la panchina che un tempo è stata sua.
Roma resta ferma a quota 63, Milano dilaga e piazza un 12 a 0 da cui la squadra di Boniciolli sembra non avere più le gambe per riprendersi.
E così è, ci provano con tanta intensità ma con poca precisione e scarsi risultati gli slavi Dasic e Djedovic seguiti a ruota dal nucleo italiano, ma uno ad uno si dimenticano però di giocare come squadra e quindi lasciano scivolare via l'ultimo periodo con la disgrazia di soli 7 punti fatti.
Boniciolli insiste fin troppo su Giachetti in una serata in cui il toscano non ne azzecca uno, neanche il più facile, punisce severamente (ed a tratti giustamente) il pericolosamente alterno Washington, controfirma la conclamata nullità di Alì Traoré, lascia in panca Heytvelt sul più bello, ma cosa più grave, si dimentica completamente che in fondo alla panchina siede un certo Gigi Datome con le mani forse ancora calde, pronte per piazzare qualche tiro che varrebbe la partita.
Pesano un'infinità le 24 palle perse, contro le 14 lombarde, ed i soli 5 assist (14 per milano).


Resta quindi l'amaro in bocca e molta rabbia per una gara che fino a pochi minuti dal termine la Virtus Roma meritava di vincere per risalire posizioni in classifica (le final eight si allontanano), e dimostrare quanto di buono si sta facendo in allenamento, ma che puntualmente non si trasforma in punti in campionato.
Ora resta la speranza che la consistenza dimostrata oggi in trasferta si mantenga tale in Germania dove giovedì in palio c'è la qualificazione alle top 16 di Eurolega, questa per davvero rischia di essere l'ultima chiamata europea.


ARMANI JEANS MI 76
LOTTOMATICA VIRTUS ROMA 70
(parziali 22-30; 21-18; 15-15; 18-7)

Cocco Rossi Stuart

[21-11-2010]

 
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