Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Rugby
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Rugby
 
 

Rugby, Italia sconfitta dall’Australia 14-32

A Firenze gli azzurri reggono solo per un tempo il ritmo degli australiani

Che fosse difficile lo si sapeva. Che l’Australia fosse più forte era un dato di fatto. Il campo lo ha dimostrato. A Firenze gli azzurri reggono bene il primo tempo, ma pagano nella seconda frazione la fatica spesa per star dietro al ritmo imposto dai wallabies, che mattoncino dopo mattoncino costruiscono una vittoria intelligente e meritata. Peccato per la meta allo scadere, che rovina una partita con tante belle cose per l’Italia, come la supremazia della mischia chiusa e l’esordio di Edoardo Gori.

I primi quindici minuti sono tosti. Gli australiani partono all’arrembaggio decisi a chiudere la partita prima possibile: muovono rapidi il pallone, da una parte all’altra del campo, sono veloci, imprevedibili, precisi, tanto da costringere spesso gli azzurri al fallo (e di falli l’Italia ne farà molti nel corso di tutta la partita). Al 7° minuto il tabellone dello stadio “Franchi” segna già il punteggio di 0-10 per gli ospiti: una punizione di Barnes (micidiale dalla piazzola) e una meta di Mitchell trasformata sempre dal 12 australiano. L’Italia reagisce, segna tre punti con il piede di Mirco Bergamasco ma ne prende altrettanti con la punizione di Barnes. La tempesta australiana però si esaurisce e l’Italia può cominciare a respirare. In effetti, la seconda metà del primo tempo è il momento migliore per gli azzurri. È soprattutto la mischia chiusa a regalare le maggiori soddisfazioni, oltre a un esordio più che positivo per Edoardo Gori, rapido e smaliziato quanto basta. L’Australia mantiene il ritmo elevatissimo ma non trova più il varco giusto (un po’ la difesa azzurra, un po’ l’imprecisione negli attacchi) e l’Italia riesce a farsi sotto. Al 34°, da mischia chiusa, l’Italia conquista una punizione che Orquera spedisce tra i pali da una distanza di oltre cinquanta metri. E sul finire del primo tempo di nuovo la prima linea azzurra costringe i wallabies al fallo: Mirco Bergamasco non fallisce la punizione che vale il 9-13.

Il primo tempo si era chiuso con la supremazia della mischia chiusa azzurra e il secondo tempo si apre allo stesso modo. Si potrebbe concretizzare il buon momento, ma per due volte Benvenuti è in ritardo all’appuntamento con il pallone: prima sul passaggio di Parisse, poi su quello (bello e intelligente) di Gori. L’Italia non raccoglie e l’Australia si prende la partita. Gli ospiti rischiano di meno, giocano con più acume tattico rispetto al primo tempo, usano di più il piede e soprattutto approfittano di un’Italia che nel primo tempo ha speso tantissimo, forse più di quello che aveva. Il piede di Barnes è un incubo che minuto dopo minuto fa scappare i wallabies: a un quarto d’ora dalla fine le quattro punizioni del centro australiano valgono il 9-25. Parte la girandola dei cambi, Mallett attinge a tutti gli uomini in panchina per riportare il gioco nella metà campo avversaria. L’Italia ci riesce, ma più con l’orgoglio che con la lucidità. Emblematico il modo in cui troviamo la meta. Guadagnato un fallo da mischia chiusa, l’Italia va in touche a 5 metri, ma il lancio è storto; mischia per l’Australia, ma la prima linea azzurra guadagna un fallo e decide per la mischia chiusa dalla quale Parisse parte rapido, ma perde palla. Fortuna che Barbieri è lì ed è lesto a raccogliere. E fortuna che il TMO interpellato dall’arbitro non si accorge dell’avanti del nostro flanker. Meta azzurra, Mirco Bergamasco sbaglia la trasformazione e si va sul 14-25. Le energie però sono proprio finite e l’Italia non riesce più a proporre offensive valide. C’è giusto il tempo perché gli azzurri umilino per l’ennesima volta la prima linea australiana, perché Barnes sbagli l’unico calcio del suo ottimo pomeriggio (ma da distanza siderale) e perché, al 40°, Elsom sia più rapido di tutti ad approfittare di una dormita azzurra in mischia e schiacci in meta. Barnes mette tra i pali e chiude il match sul 14-32.

Antonio Scafati

[20-11-2010]

 
Lascia il tuo commento