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Il ritorno di Rugantino

Al Sistina Enrico Brignano veste i panni della celebre maschera simbolo della cultura romanesca

Di Alessandro Tiberi

Rugantino lo sbruffone. E Rosetta, bella e irraggiungibile. Torna al Teatro Sistina lo spettacolo teatrale simbolo della cultura romanesca che da 47 anni racconta di una Roma del 1830 e di un popolo avvezzo a mangiar poco e a fare una vita grama sfogandosi in epigrammi e battute. La novità dell'edizione di quest'anno sta nella tradizione e nel restauro di costumi e scenografie originali per incorniciare i dialoghi che furono recitati da Nino Manfredi, Enrico Montesano, Adriano Celentano e Valerio Mastrandrea e dalle bellezze nostrane di Lea Massari, Ornella Vanoni e Sabrina Ferilli, fino ad arrivare a Enrico Brignano e alla giovane Emy Bergamo.
Rugantino debutta martedì prossimo e rimane al Sistina fino a febbraio.

Brignano ha raccontato di aver conosciuto Rugantino da bambino, un'opera "che mi ha fatto venire voglia di salire sul palcoscenico e per questo ho detto ai miei genitori che i soldi del biglietto erano stati ben spesi".
Uno spettacolo storico, sicuramente, ma non vecchio, anzi, sempre più attuale con quella voglia di divertire e commuovere, con i suoi personaggi in bilico tra mascalzonaggine e bontà, simpatia e boria. Come non innamorarsi di Rugantino che sa essere chiacchierone, vigliacco, tenero e dolce. O di Rosetta, incarnazione della venere romana, ma così umana. Come non commuoversi con Mastro Titta, il boia, uomo buono sempre in giro con il pesante fardello della sua professione, o non farsi conquistare da Eusebia e dalla sua ruspante simpatia?

Accanto a Brignano, sul rinomato palcoscenico del Sistina troviamo anche Maurizio Mattioli, Michele Gammino e Paola Tiziana Cruciani. Intorno ai protagonisti altri personaggi perfetti per rendere questo spettacolo un piccolo grande capolavoro di un teatro internazionale. E’ inoltre impossibile tralasciare l’importanza e il fascino della musica creata dal Maestro Trovajoli: ”Roma nun fa la stupida stasera”, “Ciummachella”, “Tirollallero” canzoni che grazie a Rugantino hanno preso il volo e fatto il giro del mondo. Nella tradizione dei grandi spettacoli di Garinei e Giovannini, si sottolinea il ritorno in buca dell’orchestra.

Un grande sforzo produttivo del Sistina e di Artifex con il Patrocinio di Roma Capitale che, per festeggiare i 60 anni del Teatro Sistina riprendono scene e costumi originali firmati da Giulio Coltellacci mentre la regia di Garinei a Giovannini viene ripresa dallo stesso Brignano che per rispetto alla fedeltà del testo mette in scena il primo copione originale.

In questa edizione dell'opera di Garinei e Giovannini non manca l'elemento di solidarietà perché all'amministrazione comunale sono stati regalati 200 biglietti che saranno donati alla Caritas in modo che anche gli “ultimi” potranno assistere allo spettacolo. Uno spettacolo che è "popolare” nel senso pieno del termine.

[20-11-2010]

 
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