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Presunta truffa di case fantasma

complesso residenziale ''Villa Massimo''

Sarebbe una truffa da 9 milioni di euro ai danni di duecento persone, ignari acquirenti di ville che non sono mai state costruite. I carabinieri e la sezione di polizia giudiziaria della muncipale hanno scoperto un presunto raggiro immobiliare.

I compratori truffati, venivano allettati dai prezzi convenienti, dalla pubblicità che compariva sui giornali e sui cartelli stradali del complesso residenziale "Le Ville di Massimo" in via del Fosso Di Dragoncello a Dragona, vicino ad Ostia. I venditori promettevano dilazioni e facilitazioni di pagamento eccezionali ma erano in realtà "case fantasma". Del progetto e delle concessioni edilizie, non c'era neanche l'ombra, dal momento che il terreno dove dovevano sorgere sarebbe a destinazione agricola sottoposta a vincoli paesaggistici ed archeologici.

LA REPLICA DEL CONSORZIO IMPRESE - "Non è assolutamente vero -replica Giuseppe Lentini- del Consorzio Imprese- la richiesta di concessione è stata fatta nel momento di presentazione del progetto nel 2006. I progetti sono arrivati al Comune ma non abbiamo avuto risposta. Così abbiamo fatto ricorso al Tar per un parere sulla fattibilità dell'operazione ed il Tar si è pronunciato positivamente, dandoci pienamente ragione. Quindi chi ha comprato casa sulla carta non deve temere. Inoltre -conclude Lentini- il terreno addirittura precedentemente all'approvazione del nuovo piano regolatore era già edificabile".

Il terreno è stato recintato e circondato da pubblicità e cartelloni che mostravano come sarebbe diventato il complesso immobiliare. Duecento le persone che sarebbero state truffate, tra cui anche molte giovani coppie, che hanno iniziato addirittura a pagare un mutuo, dopo sei anni che i lavori non partivano hanno deciso di denunciare.

L’indagine è partita questa estate, dopo che un uomo si era presentato presso la Procura della Repubblica di Roma per denunciare di aver acquistato due appartamenti pagandoli con assegni per 160.000 euro senza aver visto alcun avanzamento dei lavori.  Allora gli uomini della Polizia Giudiziaria Urbanistica della Polizia Municipale c/o la Procura di Roma hanno cominciato a indagare ed è stato scoperto che non esisteva alcun titolo che consentisse la possibilità che in quell’area sorgesse qualsiasi tipo di costruzione. Nella rete di vendita delle “ville fantasma” sono cadute circa 200 persone per un presumibile affare di circa 8 / 9 milioni di euro.

[19-11-2010]

 
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