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In Campidoglio il braccio di ferro sugli aumenti taxi

l'opposizione vuole un compromesso per ridurre gli aumenti, Alemanno e Ugl contrari

Voleranno parecchi stracci in Campidoglio, almeno fino all’ultimo voto sugli aumenti dei taxi della capitale.  Sull’ordine del giorno di ieri, che tornava sul tormentone delle auto bianche, in aula Giulio Cesare è arrivata una fumata nera.  La maggioranza si è spaccata e ha fatto mancare il numero legale.

L’opposizione, invece, tagliata fuori da ogni possibilità di confronto, ha parlato di “arroganti trucchi”.  Nelle ultime ore i capigruppo e le principali sigle sindacali avevano trovato, infatti, un compromesso bipartisan per ridurre al 10% gli aumenti, ma riconoscendo sgravi e incentivi ai tassisti. 

Una bozza distante da quella voluta dal sindaco Alemanno e contenuta nella delibera approvata a luglio con la raccomandazione di una valutazione di congruità da parte di una commissione tecnica.  Dopo il no dell’ugl, proprio dal sindaco è arrivato l’alt alla nuova proposta.

“Non si tratta di una stangata ma di un atto di giustizia verso i tassisti” – ha tagliato corto ieri il primo cittadino, che mira a chiudere oggi in aula la questione.  In seconda convocazione, basteranno appena 20 voti favorevoli per approvare la delibera con i vecchi criteri di congruità da sottoporre alla commissione tecnica.  Quattro saggi già nominati dalla giunta, “in modo illegittimo” secondo i consiglieri di opposizione, de la destra e una componente interna allo stesso pdl.  Mal di pancia che si sono mostrati ieri in una seduta infuocata e che sembrano anticipare future prove di forza sempre più aspre all’interno del centro destra.  Ora la discussione sull'aumento delle tariffe taxi, domani potrebbe essere la questione di assestamento di bilancio.  I venti di crisi che arrivano da montecitorio cominciano a far tremare anche il governo di roma capitale.
 
 

[16-11-2010]

 
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