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La cittą degli dei

Oltre 400 preziosi reperti raccontano al Palazzo delle Esposizioni gli splendori e i misteri di Teotihuacan

Di Giuseppe Duca

Oltre 400 preziosi reperti mai visti in Italia raccontano al Palazzo delle Esposizioni gli splendori e i misteri in una mostra dal titolo “Teotihuacan. La città degli Dei”. Sculture monumentali o in pietre pregiate, vasi policromi, maschere e figurine fittili, eccezionali esempi di pitture murali illustrano l'arte, la storia, ma anche i molti aspetti della vita quotidiana e della religione dell'enigmatica civiltà che dominò l'antica Mesoamerica prima degli Atzechi.

Le numerose opere provengono dal Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico e dalle due istituzioni museali di Teotihuacan, nonché dal Museo Anahuacalli. Nel cosiddetto periodo classico, fino al 650 d.C., Teotihuacan è stata la più grande e potente città del continente americano. Lo testimoniano ancora oggi le sue rovine (dichiarate dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità sin dal 1987) che si trovano a 50 chilometri a nord della capitale messicana e sono famose in tutto il mondo in particolare per le possenti moli delle piramidi della Luna e del Sole. Quest'ultima, con i suoi 215 metri di lato e i 63 metri di altezza, è uno dei più grandi edifici mai costruiti nell'America precolombiana. Mentre recenti scavi al di sotto della Piramide della Luna hanno portato alla luce una straordinaria sequenza di ceste contenenti i resti di uomini e animali sacrificati, oltre a eccezionali manufatti in giadeite, ossidiana e conchiglia. Le due piramidi sono unite dal Viale dei Morti, che conduce sino alla Cittadella, un complesso architettonico al cui centro sorge il Tempio del Serpente Piumato o Quetzalcoatl, decorato da sculture policrome della divinità messicana ed eretto al di sopra di una serie di fosse contenenti anch'esse i resti dei sacrifici umani.

Capitale indiscussa del Bacino del Messico, Teotihuacan inizia il suo declino a metà del VII secolo, dopo un grande incendio che ne devastò il centro monumentale, per essere definitivamente abbandonata allo scadere del I millennio. Ma il ricordo della grande e sfarzosa città fu ammantato fin da allora da un'aura mitica restando nella memoria come il “Luogo Dove gli Uomini Diventano Dei”. 

Il percorso della mostra, suddivisa in 7 sezioni, è aperto dal Giaguaro di Xalla, meravigliosa scultura policroma rinvenuta di recente, per proseguire con documentazioni sulla struttura urbanistica e architettonica, con modelli, sculture, fregi e pitture murali. Figurine e vasi, gioielli di giadeite e sculture in pietra illustrano invece i temi della politica, dell'economia e della guerra. Il sacrificio è il tema della terza sezione, dove sono esposti gli eccezionali oggetti provenienti dalle sepolture sacrificali del Tempio del Serpente Piumato e dai recenti scavi nella Piramide della Luna. Ecco quindi la religione, raccontata con sculture e raffigurazioni delle principali divinità, dal
Dio della Pioggia a quello del Fuoco. A concludere la mostra, gli accenti sulla vita quotidiana, l'artigianato e le relazioni con le altre regioni mesoamericane.

[15-11-2010]

 
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