Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Il pallonaro Roma
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Il pallonaro Roma
 
 

Roma, Ŕ tornato il sereno

Dopo la vittoria nel derby, quella con la Fiorentina. Finisce 3-2.

Stavolta, il treno non è stato perso. O almeno così sembra. Il derby fa da propulsore, e la Roma supera la Fiorentina all’Olimpico. Con una prestazione ben più netta e marcata di quanto non dica il risultato. Capiamoci: contro questa Fiorentina, pur dal materiale umano non trascurabile, era obiettivamente difficile non fare risultato. La Roma c’è riuscita col minimo scarto, ma la difficoltà principale è stata quella di trovare il vantaggio. Dopodiché, è a tutti sembrato uno scivolo con qualche piccolo intoppo.

La partita dice molto anche sul piano tattico: contro le previsioni, infatti, Ranieri manda in panchina Vucinic e inserisce Menez, libero come sempre di svariare, a supporto di Borriello e Totti. Sarà dunque il 4-3-1-2 il modulo della stagione 2010-2011. Cicinho prende il posto dello squalificato Cassetti, mentre Greco ruba quello di Perrotta (o Brighi) a centrocampo. Fiducia anche a Fabio Simplicio. La partita è a dir poco noiosa: la Fiorentina, serrata sulla difensiva, si guarda bene dal ripartire, e la Roma, dal canto suo, riesce a trovare pochissimi spazi e quasi nessuna emozione. Nonostante l’ottima serata di Menez, si fa fatica a ricordare azioni degne di nota. Borriello, servito da De Rossi, ne crea una delle poche, con un diagonale di poco a lato da distanza ravvicinata. Crea invece un pasticcio Julio Sergio, che al 26’ rischia la papera clamorosa su una gran botta di Vargas: la palla gli schizza via, ed è un miracolo che nessuno riesca a buttarla in rete. Dall’altra, parte, invece, Boruc è costretto a un ottimo scatto di riflessi su una mezza girata di un pimpante Fabio Simplicio. Il brasiliano, come un fulmine a ciel sereno, si rifà allo scadere: merito di Greco, che riconquista una palla ormai persa nell’area avversaria e favorisce il tiro di Riise dal limite. Dopo una carambola su Borriello (in sospetto fuorigioco), è proprio Simplicio a freddare Boruc. E’ il minuto 46: più che un colpo, un colpaccio.

Il secondo tempo, dunque, si apre con una Fiorentina ancora più in confusione. E Jeremy Menez impiega 6 minuti a trovare la magia: in una delle tante percussioni, salta l’uomo sulla destra e serve Borriello a porta vuota. Il bomber non può sbagliare, e chiude (o almeno sembra) la gara. Menez esce fra gli applausi per un problema a una spalla, e lascia il posto a Perrotta. Mihajlovic, invece, ci prova togliendo Vargas e inserendo Ljajic. E’ proprio il neo entrato a servire, al 24’, il cross che consente al sempre vivo Gilardino di battere Julio Sergio con una girata di prima. La rete, in ogni caso, non scuote i viola. Anzi, è la Roma che otto minuti dopo trova il terzo gol. Che nasce da un regalo di Boruc che, in uscita, liscia totalmente un lancio di Mexes e mette Perrotta nelle condizioni di spedire in rete a porta vuota. Ranieri cambia lo stremato Greco con Brighi e regala uno scampolo di partita al rientrante Rosi. Così, è del tutto imprevedibile che la Fiorentina, nel finale, possa trovare il secondo gol. Merito dell’ex D’Agostino, che pennella un sinistro su punizione di quelli che possono essere solo ammirati dai portieri avversari. Julio Sergio compreso. A far scorrere tranquillo il recupero ci pensa Francesco Totti, non nella sua migliore serata ma, in queste fasi, sempre preziosissimo.

La terza vittoria consecutiva in campionato (la quarta consecutiva, complessivamente) trasforma la classifica della Roma. Che, finalmente, esce dall’anonimato e si riaffaccia alle spalle delle avversarie tradizionali. Il derby, come prevedibile, non ha donato un nuovo sistema di gioco ai giallorossi, né risvegliato l’attenzione in una difesa ancora troppo distratta. Ha però restituito la determinazione, che lo scorso anno fu componente essenziale nella lunga rincorsa allo scudetto. Determinazione con la quale si lavora e si gioca meglio. Ora, ad attendere i giallorossi c’è la Juve. Uno scontro diretto che ci dirà molto del sapore che avrà il campionato della Roma.

 

Simone Luciani


Roma-Fiorentina 3-2 


ROMA
: Julio Sergio; Cicinho (dal 37' s.t. Rosi), Mexes, N. Burdisso, Riise; Greco (dal 28' s.t. Brighi), De Rossi, Simplicio; Menez (dal 18' s.t. Perrotta); Totti, Borriello. (Lobont, Castellini, Vucinic, Julio Baptista). All. Ranieri.

FIORENTINA: Boruc; De Silvestri, Gamberini, Natali, Pasqual; Santana (dal 35' s.t. Bolatti), Donadel (dal 27' s.t. D'Agostino); Marchionni, Mutu, Vargas (dal 15' s.t. Ljajic); Gilardino. (Avramov, Comotto, Kroldrup, Cerci). All. Mihajlovic.

ARBITRO: Bergonzi di Genova.

MARCATORI: Simplicio al 45' p.t., Borriello al 6' s.t., Gilardino al 24' s.t., Perrotta al 32' s.t., D'Agostino al 44' st

NOTE: Angoli 6-5 per la Roma. Recupero: 2' e 4'. Ammoniti: Donadel, Santana e Burdisso per gioco scorretto; Boruc per comportamento antiregolamentare. Spettatori: 28.000

[11-11-2010]

 
Lascia il tuo commento