Giornale di informazione di Roma - Lunedi 11 dicembre 2017
 
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La Virtus dura solo un quarto: in Spagna finisce 104 a 83

Nessuna idea, nessun leader, poche prospettive

Roma inizia aggressiva, sa di essere in estrema difficoltà soprattutto con se stessa, anche se Malaga è ridotta maluccio, senza Mc Intire e con risultati tutt'altro che entusiasmante da un po' di tempo a questa parte.
Il primo quarto ci mostra una Virtus che prova ad essere squadra, risponde alle avanzate spagnole e sembra saper affrontare la gara con la saggezza che impone come priorità assoluta quella di restare attaccati agli ospitanti.
Riesce nell'intento al meglio, anche se non sfrutta le occasioni per portare il naso avanti e magari azzardare un possibile parziale che incuterebbe timore all'Unicaja.
Con l'arrivo del secondo quarto la Virtus sparisce sotto le continue bombe della formazione spagnola, non riesce più a costruire nulla ed alza bandiera bianca già all'intervallo lungo. Non riceve neanche il minimo apporto dagli americani, ed in generale gli stranieri sono impalpabili a tal punto che a questo punto è d'obbligo ricorrere a qualche casting urgente sia in Europa che oltreoceano.
Il solo Djedovic forse, dal basso della sua inesperienza è l'unico che può sembrare attaccato alla maglia e si impegna per il bene di Roma.
Alla squadra di Boniciolli, che insiste nelle sue folli e veritiginose turnazioni dei quintetti, non riesce proprio nulla, neanche il provare a giocare un basket elementare, che parta dalle giocate semplici per produrre pian piano qualche effetto e soprattutto qualche punto.

Mentre ci annotiamo che il bipolare Tourè saluta e va a prendere la residenza nella Centrale Elettrica di Brindisi, in casa Lottomatica resta l'impressione che l'unica percorribile possa essere l'autarchia, provare quindi ad andare avanti solo con gli italiani. Invece c'è ancora chi si permette il lusso di criticare Jacopo Giachetti, quando se c'è un po' di decenza negli attacchi capitolini lo si deve solo al toscano (20 punti per lui) ed ad una buona comparsata iniziale dell'acciaccato Datome, che sicuramente tornerà utile in futuro.

Potrebbe sembrare una provocazione, ma perché a questo punto non dare minuti a Iannilli, Tonolli e Marchetti?
Peggio di così non potrà di certo andare.


Cocco Rossi Stuart

[10-11-2010]

 
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