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Assegni scoperti, truffe per 10 milioni

oltre 70 conti correnti in 30 diverse banche della regione. 19 arresti

Un giro d’affari milionario, tra riciclaggio e truffe: lo strumento era quello degli assegni scoperti, 1600 tra l'Italia e l'estero. Dopo un anno d’indagini, la polizia è riuscita a sgominare un’organizzazione che in pochi mesi aveva aperto decine e decine di conti correnti in 30 diverse banche della Regione. 19 sono complessivamente le ordinanze di custodia cautelare, le ultime 9 eseguite stamattina all’alba.

Inizialmente erano persone residenti a Crotone che arrivavano a Roma per aprire conti correnti: con un migliaio di euro iniziali, girati ad altri membri della banda, riuscivano ad ottenere i libretti di assegni. Poi, dopo gli arresti dell’aprile scorso, a recarsi in banca erano invece alcuni romani, per i quali era più semplice aprire il conto. Quindi scattava la truffa. La banda, dopo aver portato a zero ogni conto corrente, iniziava a utilizzare assegni scoperti per comprare merci di vario tipo. Dopo gli arresti di aprile il sodalizio aveva ingaggiato altre persone, soprattutto romane, disposte in cambio di denaro a proseguire nell'attività illecita.

La vera fonte di guadagni era però nel riciclaggio. L’organizzazione infatti vendeva gli assegni scoperti, che venivano utilizzati dai riciclatori per acquistare qualunque tipo di merce: dai fiori ai salami, ma anche materiale d’edilizia. Si parla di un giro d'affari di circa 10 milioni di euro. Alcuni commercianti compiacenti apponevano il timbro della loro ditta sull’assegno e pagavano gli ordini. Il riciclaggio era fatto su tutto il territorio nazionale, ma alcuni assegni scoperti, partiti soprattutto dalla sicilia, sono finiti anche all’estero. L’indagine va avanti.

[09-11-2010]

 
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