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Tacco a spillo
 
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La moda senza mezze misure

quando pur di dimagrire si rischia la vita

Seguire la moda non dovrebbe significare spingersi al suicidio o annientarsi, ma purtroppo questo può accadere; anzi, è già accaduto. Spinte da immagini di donne magre, esaltate e lodate per la loro bellezza, molte giovani ragazze entrano nel tunnel senza uscita dell'anoressia. Credono che per essere considerate belle, per lavorare nel mondo della moda o per essere accettate dalla società si debba pesare poco. Smettono di mangiare e, in breve tempo, di vivere.

Il Ministro dello sport e delle politiche giovanili, Giovanna Melandri, ha suggerito agli stilisti di non lasciar sfilare modelle con taglia inferiore alla 38, come se una 38 su una ragazza di un metro e 75 non fosse già indice di notevole sottopeso. Ciononostante in passerella si continuano a vedere scheletri che sfilano e sempre più frequenti sono le morti di giovani ragazze anoressiche. A che serve tutto questo?

L'anoressia non è esclusivamente un problema legato alla moda; tantissimi adolescenti, ragazze ma anche ragazzi, iniziano a mangiare sempre meno, a rifiutare di nutrirsi. Secondo gli esperti è una chiara manifestazione di diasagio nei confronti della famiglia, della società o un modo di gridare agli altri la difficoltà ad accettarsi e conseguentemente a farsi accettare.

Forse imporre i parametri sul peso o la presentazione di certificati medici non basta, bisognerebbe scavare in profondità e capire qual è l'origine di un problema sociale così grave e diffuso, ma, soprattutto, come curarlo perchè a farne le spese sono giovani vite umane.

A. Pietroforte         ale_pietroforte@libero.it

 

 

[14-03-2007]

 
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