Giornale di informazione di Roma - Venerdi 15 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Slam dunk
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Slam dunk
 
 

Virtus Roma in ginocchio: ad Avellino la terza sconfitta di fila

Gli irpini passeggiano di fronte ad una squadra totalmente smarrita

Finisce come doveva finire, con il minuscolo Green a scorazzare impietoso e beffardo per congelare il + 7 finale. Troppo fragile questa Lottomatica per reggere l'urto di qualsiasi squadra degna di questo nome.
Se il calendario, la settimana scorsa, era stato perfido, proponendo prima una gara contro una compagine
organizzata come Cantù, poi un'altra ingiocabile o quasi contro il Real Madrid di Messina, stavolta è più generoso e mette di fronte alla Virtus la bendisposta Avellino che fa di tutto, nella prima parte di gara, per non infierire contro la squadra che attacca (ma forse non è neanche la parola giusta) peggio di tutti, e non solo in Italia.

L'inizio è da film horror. Palle perse di qua e di là, con Roma che riesce a sbagliare anche da vicinissimo a canestro, oltre a una percentuale da tre che a un certo punto dice 1 su 11. Nella solita girandola di cambi, il vero segno distintivo di Boniciolli, si rivede anche Datome, senza ovviamente influire minimamente. Si va al primo intervallo sul 14-13, ma già nel secondo quarto Avellino comincia ad allungare. Quando poi entra Spinelli, a cui la Virtus evidentemente ispira le migliori partite in carriera, il divario cresce fino a raggiungere il più 10 con cui si chiude il primo tempo (36-26). Sono poche le note positive, qualcosa da Djedovic, e i primi segni di risveglio di Washington, che alla fine risulterà il migliore.
Dopo l'intervallo non cambia la musica. Roma prova a rientrare sul meno 5 (35-40), ma due atrocità difensive consentono altrettanti canestri solitari a Troutman, Si ha l'impressione che la Virtus non riesca a giocare degnamente sui 24 metri del campo. Quando attacca con successo non difende, e viceversa.

L'ultimo riavvicinamento significativo è a cinque minuti dal termine, quando, dopo l'unico squillo di Smith e due recuperi di Washington, Vitucci è costretto a chiamare time out sul 61- 54. Ma da lì in poi, ancora Spinelli e i rimbalzi offensivi (altra grave carenza) consentono agli irpini di condurre in porto il successo, importante anche in chiave classifica.
Infine da dimenticare la prova sconcertante di Charlie Smith, più una palla al piede che un faro, a giudicare dall'alto minutaggio nonostante il fatturato meno che modesto.

La valutazione di squadra dice 89-58; 5 /26 da tre punti fa rimpiangere quei 50 cm in meno dello scorso anno che la Virtus sembra non aver ancora fatto suoi, così come la carenza di reattività, lo dimostrano i sette rimbalzi in più concessi ad una squadra decisamente meno alta e potente.

Il lavoro da fare per Boniciolli è davvero tanto, forse troppo, a giudicare l'ostinazione del coach nella continua, affannosa e vana ricerca degli assetti in quintetto senza però venirne mai a capo.
Alcuni dati statistici rendono bene l'idea di cosa aspetti il tecnico triestino nei prossimi giorni, quando invece di rinchiudere i giocatori in palestra sarà costretto ad andare in Spagna a subire l'ennesima, inevitabile umiliazione.

Co. Ro. St.

[07-11-2010]

 
Lascia il tuo commento