Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Festival del Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema » Festival del Cinema
 
 

Oranges and Sunshine

Di Jim Loach. Con Emily Watson, Hugo Weaving e David Wenham

Di Flavia D'Angelo

Margaret Humphreys e il marito Marv sono due assistenti sociali di Nottingham cui si rivolge per caso una giovane donna cresciuta in Australia, dove afferma di essere arrivata su una nave con altri bambini orfani come lei. Margaret inizia a cercare tracce della famiglia della donna, senza immaginare che il suo lavoro la porterà a viaggiare per anni tra la Gran Bretagna e l’Australia e a scoprire un piano governativo tanto esteso quanto illegale.

Jim Loach – già esperto documentarista – firma uno straordinario debutto nel lungometraggio di fiction, sostenuto dall’ottima sceneggiatura di Rona Munro tratta dal libro autobiografico della stessa Humphreys. Nel ruolo della protagonista l’impeccabile Emily Watson (LE ONDE DEL DESTINO) e un cast che, come la Watson, sembra forse regalare qui la sua migliore interpretazione. Gli australiani Hugo Weaving (Jack) e David Wenham (Len) riescono a tenere testa alla Watson, arricchendo ulteriormente il film.

ORANGES AND SUNSHINE, pur trattando di un gravissimo caso di cospirazione governativa ai danni dei più deboli, non è un film di denuncia ma un lacerante viaggio nella materia di cui è fatta la sofferenza. Il dolore non è qui un espediente narrativo o emotivo per mantenere la tensione, ma l’argomento stesso di cui si parla. La sfida della Humphreys s’identifica solo inizialmente nel “tradizionale” confronto con il potere burocratico-istituzionale, di fronte al quale il protagonista è coraggiosamente solo al centro degli eventi. Ben presto il film allarga - impercettibilmente e inesorabilmente - la visuale a un mondo di dolore in cui Margaret è solo un elemento la cui vera sfida è riuscire a sostenere l’impatto con l’angoscia altrui.

La fotografia “brillante ma mai satura” di Denson Baker – il film è girato in pellicola 35mm con ottimi risultati – restituisce un senso di livido smarrimento, in cui il sole australiano getta solo ombre più lunghe. Sotto queste ombre, che ne contengono a loro volta altre, Margaret riesce ad affrontare le sue paure accettando un dolore senza riparazione né redenzione. E nell’incapacità consapevole di contenere tanta angoscia Jim Loach mette in scena uno dei momenti (non) catartici più significativi e forti degli ultimi anni.

 


Secondo te quanti euro merita??
 

[02-11-2010]

 
Lascia il tuo commento