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The Social Network

di David Fincher. Con Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake

di Svevo Moltrasio

Mark Zuckerberg, studente sbarbatello e po' sfigato di Haward, si diverte la sera al computer inventando giochi e programmi da condividere con gli altri ragazzi. Da una delle sue trovate nascerà Facebook, il social network che ha rivoluzionato il mondo virtuale. Oltre a fama e soldi, l'invenzione gli porterà noie e processi.

Il nuovo film di David Fincher ha fatto impazzire la critica statunitense – ma anche in Europa sta ottenendo ottimi riscontri – e si avvia ad essere il principale candidato all’imminente stagione dei premi. Con un cast di volti giovani e non troppo noti – fatta eccezione per il cantante Justin Timberlake – il film è piaciuto anche al pubblico.

Fincher cavalca l’onda Facebook e ne racconta la nascita e il rapido boom seguendo il punto di vista dei creatori: un’idea nata quasi per gioco capace di trasformare i giovani protagonisti da innocui studenti a personaggi di potere. Il potere si sa porta guai e solitudine e il paradosso sta nel fatto che proprio gli autori di un progetto capace di unire persone agli antipodi nel mondo, si ritrovano passo dopo passo sempre più soli. Ma questo è uno degli aspetti che il film sembra sfiorare, come anche il tratteggio di una generazione di difficile messa a fuoco, dove gli eroi – soprattutto il protagonista – sembrano non seguire nessuna morale, né logica, lasciandosi cadere addosso gli avvenimenti. Personaggi impreparati e fuori luogo, senza ascesa e senza caduta.

Il denaro, il successo, l’affermazione umana o creativa, il nulla, cosa muove Zuckerberg? Fincher non trova la risposta e nemmeno la cerca. Al di là di una messa in scena straordinaria – fotografia, direzione del cast e montaggio sono da applausi – e di un affresco raffinato, si nasconde un vuoto che non è solo dei personaggi raccontati, ma anche di un film in cui, tra le chiacchiere infinite su cui è costruito, sembra mancare un vero punto di vista. Le piccole divagazioni – le peripezie dei gemelli – contribuiscono a confondere ancor più le idee, e a trionfare è l’ambigua e affascinante freddezza del protagonista dietro la quale la maggioranza – della critica e del pubblico - sembra scorgere il capolavoro.
 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[31-10-2010]

 
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