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Haevnen - In un mondo migliore

Di Susanne Bier. Con Mikael Persbrandt, Trine Dyrholm e Ulrich Thomsen

Di Flavia D'Angelo

Il tredicenne Elias è la vittima prediletta dei bulli della scuola, almeno finché non si trasferisce nella sua classe Christian. Mentre Elias soffre per la lontananza del padre Anton – medico volontario in Africa – Christian deve affrontare la morte della madre. Ben presto i due ragazzi cominceranno a opporre violenza a violenza, mettendo in discussione gli approcci educativi sia di Anton – un non-violento convinto – sia di tutti coloro che preferiscono ignorare il problema.

HAEVNEN – IN UN MONDO MIGLIORE è il candidato ufficiale della Danimarca ai premi Oscar e ora in concorso alla quinta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.
Diretto da Susanne Bier – autrice di NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI, il film scandinavo più visto degli ultimi vent’anni – il film stato un successo in patria e può contare su una distribuzione internazionale in cinquanta paesi.

La Bier riesce a costruire un’atmosfera carica di tensione e violenza, senza mostrare mai più del necessario. In un’alternanza di punti di vista descrittivi e soggettivi, HEAVNEN  (“vendetta” la traduzione letterale ) parte con ottime premesse. Le vicende dei protagonisti sono “usate” per incarnare una riflessione sulla violenza, presente ovunque e ovunque ignorata tranne che dai bambini. Uno stile essenziale aumenta il valore del progetto, mettendo a nudo l’ingenuità di istituzioni quali la famiglia e la scuola nel credere di poter insegnare a restare innocenti.

Perfino un concept così forte si perde, però, quando il melodramma inizia a permeare inesorabile dialoghi e perfino inquadrature. Ogni sforzo di arrestare la deriva risulta vano e annullato da una “coda” finale in cui il “valore morale” delle storie è esposto allo spettatore attraverso l’uso di tutti quegli espedienti ( e luoghi comuni ) narrativi assenti nella prima parte del film. Nel momento in cui HAEVNEN rinuncia a raccontare una “history of violence” a favore di uno sguardo facilmente emotivo sui protagonisti, perde forza e – paradossalmente – ogni possibilità di redenzione.

 



votanti: 7
Secondo te quanti euro merita??
 

[30-10-2010]

 
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