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Il Festival di Roma palcoscenico della protesta dei lavoratori dello spettacolo

Presidi e manifestazioni annunciati all'inaugurazione del Festival

Contestazioni in vista all’inaugurazione del Festival Internazionale del Film di Roma.
Lunedì 25 Ottobre l’Assemblea Generale dell’Audiovisivo, riunita al Teatro Eliseo, ha approvato quasi all’unanimità la proposta di Andrea Purgatori (100 Autori) di occupare il red carpet del Festival di Roma per protestare contro l’annunciato mancato rinnovo del tax credit, del tax shelter e a favore del reintegro del Fondo Unico dello Spettacolo (FUS).

Quasi contemporaneamente - dopo la simbolica occupazione della Casa del Cinema - nella notte tra il 22 e il 23 Ottobre i gruppi di lavoro dei 100 Autori hanno stabilito di cercare “un successivo appuntamento al Festival di Roma”. Presenti in sala anche i registi Valerio Jalongo e Claudio Cupellini, entrambi in concorso nella Selezione Ufficiale del Festival.
Stefano Rulli, Presidente dell’Associazione 100 Autori, ha sottolineato come l’iniziativa di un presidio sia particolarmente idonea a creare un “momento di continuità” della protesta e ad informare delle motivazioni e richieste dell’associazione.
Richieste sostenute a gran voce anche dall’AGIS (Associazione Generale Italiana Spettacolo) che ieri, 25 Ottobre, ha firmato un Protocollo con i sindacati confederati dello spettacolo CGIL, CISL e UIL  per denunciare la gravissima crisi del settore.

Il Protocollo sottolinea come l’intero sistema sia “indotto alla crisi” dai tagli al FUS ma nonostante questo “escluso dalle misure straordinarie previste in tutti gli altri settori produttivi”. La crisi del settore sta conducendo rapidamente a una delocalizzazione all’estero di numerose produzioni, con la conseguente scomparsa del tradizionale indotto dell’industria cinematografica italiana.
Sullo stesso tono l’intervento di ieri sera al Teatro Elisero di Riccardo Tozzi, Presidente dell’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive-Multimediali). Tozzi ha rivendicato l’importanza della difesa non di un interesse corporativo ma del ruolo economico dell’industria del cinema italiano e della sua capacità di “creare lavoro e di donare creatività, non solo ai mestieranti ma anche e soprattutto agli spettatori”.

La protesta dell’Assemblea Generale dell’Audiovisivo potrebbe incrociarsi sul red carpet del Festival del Cinema di Roma con quella dei lavoratori delle sale cinematografiche romane.
La Confederazione Unitaria di Base (CUB) ha organizzato per Giovedì 28 Ottobre – giorno dell’inaugurazione del Festival – una manifestazione in viale De Coubertin, in contemporanea allo sciopero indetto per la stessa giornata che potrebbe coinvolgere fino a 170 persone.
Quattro i punti fondamentali della protesta dei lavoratori delle sale romane. Al primo posto l’incertezza che tutt’ora permane sul futuro del Cinema Metropolitan di cui – nel silenzio delle Istituzioni – è stata annunciata la chiusura entro Gennaio 2011. Stessa sorte potrebbe toccare al Cinema Maestoso, mentre restano nel limbo anche le sorti dei cinema ex Circuito Cecchi Gori, acquistati dalla Mediaport Cinema Srl ma il cui acquisto non si è ancora perfezionato.

La protesta guidata dal CUB solleva infine l’attenzione sul delicatissimo problema della “riqualificazione” di Cinecittà, inserendosi quindi in un dibattito che sta coinvolgendo a catena tutti i soggetti, pubblici e privati, legati al settore cinematografico e audiovisivo.
La protesta che partirà dal red carpet dell’Auditorium  potrebbe quindi anche consolidarsi in una convergenza di iniziative tra vari soggetti che vada nel senso dell’elaborazione di una piattaforma comune alle varie rivendicazioni. Non a caso durante l’assemblea al Teatro Eliseo alcune voci hanno auspicato una mobilitazione di massa che prenda in considerazione lo sciopero nazionale.


[26-10-2010]

 
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