
Dopo sei settimane in coma, Ennio Casale, il
barista romano di 63 anni aggredito su via della Magliana lo scorso 7 settembre, si è svegliato. Casale è stato trasferito dal reparto di rianimazione del san Camillo a quello di neurochirurghia. Respira autonomamente ma è ancora presto per accertare se abbia o meno riportato danni neurologici.
Dopo un mese e mezzo di buio da quella
tarda serata del 7 settembre, per il barista romano la vita potrebbe dunque ricominciare.
Ennio Casale stava tornando a casa dopo aver lavorato in un bar di piazza santa maria maggiore, quando, su via della magliana, fu circondato da sei romeni che lo stavano seguendo da un po’. La banda aggredisce Casale, lo picchia, lo deruba di una sessantina di euro e di un i-pod, e lo lascia sul ciglio della strada.
“Ci avevamo preso gusto, non voleva stare zitto”, ha confessato poi uno degli aggressori. I sei romeni, uno dopo l’altro, sono stati tutti arrestati. A incastrarli un video di una telecamera di sicurezza istallata davanti a un bar in via della Magliana. Le immagini riprendono la scena: Ennio Casale passa di spalle sotto la telecamera, qualche istante dopo il gruppo dei sei romeni lo raggiunge, lo aggredisce e lo lascia a terra. La banda torna quindi indietro, senza fretta, passando una seconda volta sotto l’obiettivo. Le indagini dei carabinieri partono proprio da lì, da quelle immagini sgranate ma non così tanto da non poterci ricavare particolari determinanti, come il braccio ingessato di uno degli aggressori. Nel giro di una settimana, tutti i romeni vengono presi.
Per l’ultimo di loro le manette sono scattate il 28 settembre scorso. Secondo gli inquirenti, la banda non era nuova ad episodi del genere. Con Casale, però, l’aggressione è stata più violenta del solito, tanto da ridurlo in
coma per sei settimane.