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Tacco a spillo
 
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Shopping deludente

Quando i negozi del centro sono come le bancarelle di periferia...

Che delusione il mio ultimo giro di shopping... Sono andata a via del Corso a guardare le vetrine con gli ultimi arrivi per la primavera, ma le mie aspettative sono state ben presto deluse. Nei negozi i vestiti nuovi sono arrivati, ma non ce ne è uno che meriti di essere comprato.

Persino nei grandi negozi in franchising, da sempre mèta di noi comuni mortali, la qualità è inesistente. Abiti dal taglio difettoso, stoffe sintetiche e modelli improponibili sono ovunque; ho visto esposte a 70 euro le stesse maglie che la bancarella sotto casa vende a 15.

Un jeans di marca non costa meno di 135 euro, ma sembra prodotto con la stessa tela dei jeans delle bancarelle dei cinesi a San Paolo e, provandoli, non calzano certo meglio di quelli made in China...

I negozi da donna propongono una sfilza di abitini tutti modello premaman (taglio sotto il seno, ampi sulla pancia) che farebbero sembrare gravida anche una foglia. Le diverse fantasie in cui vengono proposti sono a dir poco improponibili: fiori giganti da "nonna allo stabilimento balneare", mosaici astratti in colori orribili, o stampe vintage in bianco e nero mal riprodotte.
Se proprio si deve riempire il proprio armadio di questi vestiti di scarsa qualità, almeno si vorrebbe evitare di pagarli 90 euro al pezzo... la bancarella quindi sembra l'unica soluzione!!!

Credo che non solo io la pensi così, visto che, a via del Corso, erano tantissime le persone come me senza neanche una busta, fatta eccezione per i clienti del Disney Store.

Forse l'avvio di questa stagione di shopping non è stato felicissimo, ma la speranza che il prossimo giro sia più soddisfacente non muore mai!!! Vedremo...

A. Pietroforte           ale_pietroforte@libero.it

[12-03-2007]

 
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