di Svevo MoltrasioGordon Gekko esce di prigione nel 2001. Qualche anno dopo si ritrova solo, senza lavoro né famiglia. L'incontro con il futuro sposo della figlia lo riporta in mezzo a curiosi intrighi. E per Gekko non c'è niente di meglio..
A distanza di tredici anni
Oliver Stone riprende in mano uno dei suoi successi maggiori, quel WALL STREET che valse il premio Oscar a
Michael Douglas. Ovviamente il protagonista torna in scena ma accanto a lui tanti volti nuovi tra i quali
Shia LaBeouf e
Josh Brolin. Al contrario del film precedente in questo caso il regista non compare tra gli sceneggiatori, e la pellicola in patria non ha entusiasmato né la critica né il pubblico.
Stone sfrutta la crisi finanziaria di due anni fa e la utilizza come perno narrativo per delle vicende che si susseguono in stile thriller: il ritmo e il montaggio, come di consueto, sono vertiginosi e il regista si muove in lungo e in largo per New York – con articolati movimenti di macchina -. Le complicazioni familiari, che erano alla base dei contrasti tra i due protagonisti del film precedente e che toccavano l’antagonista di Gekko – interpretato da
Charlie Sheen che qui appare in un cameo un po’ posticcio -, questa volta coinvolgono in prima persona il nostro eroe.
Questo cambiamento non basta però per dare nuove sfumature al personaggio che invece appare ancor più di maniera, visto come ogni comportamento o decisione che prende non pare seguire nessun filo logico. Ma è tutta la vicenda a vivere di svolte narrative buttate via senza una vera ragione, fino ad un finale che lascia davvero perplessi. Manca anche l’affresco di un’epoca che era l’elemento più interessante del predecessore. Tutti i nuovi personaggi, e i rispettivi interpreti, nella loro sterilità affossano ancor più lo spettacolo.