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Manifestazione metalmeccanici

il corteo della Fiom invade Roma, nessun incidente

In centinaia di migliaia hanno manifestato a piazza San Giovanni, da tutta Italia sono venuti a Roma per rivendicare il diritto al lavoro, per protestare contro l'accordo di Pomigliano: sono precari, disoccupati, studenti, insegnanti e soprattutto loro, i metalmeccanici della Cgil. Nonostante la pioggia la piazza di San Giovanni è gremita. La maggior parte dei romani, invece, ha preferito trascorrere il sabato a casa o fuori città, sono infatte poche le auto costrette alle deviazioni per il corteo.

NESSUN INCIDENTE - La manifestazione è stata pacifica, senza alcun tipo di incidente o problema di ordine pubblico. C'era massima allerta sul corteo dopo le tensioni degli ultimi giorni (atti di violenza contro le sedi Cisl) e dopo le parole dello stesso ministro dell'Interno Maroni che avevam confermato l'attenzione delle forze dell'ordine su gruppetti isolati di anraco-insurrezionalisti in arrivo dal Nord Italia.

LE PRIME FILE DEL CORTEO- Le prime file dei manifestanti sono arrivati a san Giovanni esponendo la scritta "Democrazia e Legalità" formata da un pannello per ciascuna delle lettere. In piazza non solo le tute blu dei metalmeccanici della Cgil ma anche rappresentanze precari, del Popolo Viola e di altre associazioni impegnate nella lotta per i diritti civili. Le previsioni dicevano centomila. Ma gli organizzatori sono sicuri che in piazza a far sentire la propria voce con cori, striscioni, cartelli siano molti di più. Sono arrivati nella Capitale 7 treni speciali e 700 pullman. La manifestazione si è snodata in due diversi cortei: uno con partenza alle 13.30 da piazzale Partigiani (Piramide Cestia), l'altro con partenza da piazza della Repubblica, entrambi convergenti su piazza San Giovanni.

EPIFANI - "E senza risposte, avanti con lo sciopero generale". E' il passaggio centrale del discorso di Guglielmo Epifani, l'ultimo da segretario generale della Cgil, al termine della manifestazione Fiom contro l'accordo di Pomigliano e la soppressione dei diritti dei lavoratori."Ma lo sciopero - avverte Epifani - va usato con intelligenza, portando tutti i lavoratori e avanzando proposte". In piazza con Fiom e Cgil, i leader di Idv e Sinistra e Libertà, Di Pietro e Vendola. Nel Pd perplessità per l'assenza di Bersani. Il segretario a fine serata dirama una nota per invitare il mondo del lavoro a essere unito e il governo a non "accendere irresponsabilmente i fuochi della divisione". "Non lascio con l'amarezza ma con la speranza che le cose possano cambiare anche se la situazione è molto difficile". Epifani, dopo 8 anni da segretario generale, lascerà infatti il suo incarico il prossimo 4 novembre. Ma oggi è un giorno speciale e il leader, prima di uscire di scena, si gode "una manifestazione larga, partecipata e assolutamente pacifica. Che dimostra come i diritti dei lavoratori siano  importanti anche quando c'è la crisi".

VENDOLA - Ci sono i partiti politici come Sinistra e libertà, Federazione della sinistra, Italia dei Valori. Un'autentica ovazione saluta Nichi Vendola, che annuncia l'apertura in piazza San Giovanni del "cantiere dell'anti-berlusconismo", invita a non piegarsi alla precarizzazione, con cui governo e padronato "intendono controllarci" e si scaglia contro il ministro Sacconi, che bolla come "retaggio del peggio degli anni Settanta" la manifestazione Fiom. Come sempre, Di Pietro ne ha per tutti e rimprovera chi non c'è per l'occasione persa.

 
 

[16-10-2010]

 
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