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Nomadi: vertice in prefettura

''nessun campo rom sarà trasferito fuori da Roma''

20.000, 10.000 sui numeri della presenza dei rom nella capitale, si snocciolano dati come se fossero numeri al lotto. Ma quanti sono realmente i nomadi vivono a Roma?

Secondo il V dipartimento del comune, quello deputato alle politiche sociali, sarebbero circa 12.000, la metà dei quali minorenni. 6.500 vivono nei 26 campi gestiti dal Campidoglio, diventati 24 dopo il recente sgombero degli insediamenti di tor Pagnotta e villa Troili. Sempre secondo il Comune, il loro numero sarebbe aumentato di poco rispetto a quelli censiti nel 1996 con la famosa ordinanza 80 che mappava la situazione nella capitale censendo, all’epoca, 51 insediamenti.
Ai 6.500 nomadi registrati negli elenchi capitolini vanno aggiunti comunque quasi altrettanti che vivono in insediamenti abusivi. Si tratta per la maggior parte di rom serbi e bosniaci. Il 40% sono invece rumeni, che si concentrano nei campi di via Tiberina (dove sono stati trasferiti gli sgomberati dalla ex Snia Viscosa) e via Candoni , oltre ai 300 che vivevano a villa Troili sono stati smistati in altri 5 campi).

Ma quali sono i municipio che vivono le ituazioni più problematiche? Su questo ci sono pochi dubbi, in testa a tutti domina il V, dove si contano, secondo il presidente Ivano Caradonna, almeno 3.000 presenze. Tre sono i campi attrezzati, quelli di via della Martora e via Salviati 1 e 2. A questi si aggiungono gli insediamenti abusivi sorti lungo il fiume aniene nei pressi di vicino ponte Mammolo , in via di tor Cervara, in via dei Monti Tiburtini a ridosso della stazione metro quintiliani e vicino il mausoleo di Aquilio Regolo, in quello che dovrebbe diventre il parco archeologico del tiburtino. Al secondo posto il municipio confinante, l’VIII dove a creare problemi sono i grandi insediamenti diel Casilino 900 e via di Aalone.

Intanto in prefettura si è riunito il comitato per l'ordine e la sicurezza: nessun campo rom sara' trasferito al di fuori del territorio della Capitale. E' quanto hanno assicurato il prefetto di Roma Achille Serra e il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo ai prefetti delle altre quattro province del Lazio e agli otto sindaci dei comuni di Viterbo e Rieti coinvolti. L'idea "sperimentale'' - e' stato spiegato dal prefetto e da Marrazzo - era di ''integrare socialmente'' 170/180 (circa una quarantina a provincia) persone nei comuni delle quattro province in modo tale che al massimo in ogni comune fossero accolte 7/8 persone, con una residenza e l'inserimento scolastico dei bambini.

Il messaggio del Prefetto è anche una risposta ai centootto abitanti del comune di Barbarano Romano, in provincia di Viterbo, che hanno manifestato in piazza SS. Apostoli, davanti alla Prefettura di Roma, contro l'ipotesi che un gruppo di nomadi fosse portato nel loro territorio. Uno dei cartelli sintetizzava la situazione che si creerebbe nel Comune: ''900 barbaranesi, 500 rom, ma che proporzione e'?''. Gli abitanti sono, infatti, 900. Un altro cartello recitava: ''Barbarano non e' razzista, ma non puo' ospitare i rom''.

 
 

[12-03-2007]

 
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