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Via Gradoli: sgomberate trenta cantine

vivevano in 40 in locali da 15 mq

Sono iniziate stamattina all’alba le operazioni di sgombero di una trentina di locali ricavati in una struttura interrata di tre piani sotto i civici 65 e 69 di via Gradoli, la stessa strada dove nel 1978 fu scoperto un covo delle Br e dove circa un anno fa l’ormai ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo si sarebbe incontrato con una transessuale. Gli appartamenti ricavati negli scantinati erano di circa quindici metri quadrati, senza finestre e alcuni anche senza i servizi igienici.

Come spiega Antonio Di Maggio, comandante dell’VIII gruppo della polizia municipale che ha proceduto al sequestro, l’operazione “riguarda l’applicazione di un’ordinanza del Sindaco, volta a sgomberare questi scantinati.”

Di Maggio racconta che non tutti gli appartamenti posti sotto sequestro erano occupati. Quaranta persone sono comunque state identificate e sgomberate: tra di loro trans, italiani e molti stranieri, alcuni dei quali irregolari. Per tutti l’affitto si aggirava intorno ai 400 euro.

Soddisfatto Gianni Giacomini, presidente del XX municipio, convinto che l’operazione di stamattina ponga fine ad una situazione di degrado protrattasi troppo a lungo. “Nel tempo” racconta infatti il comandante Di Maggio, “si erano consumate anche attività illecite: sia all’interno, da parte degli abitanti degli stessi appartamenti, sia all’esterno, sotto il profilo amministrativo, da parte dei proprietari. Molti di loro infatti avevano costruito abusivamente questi locali affittandoli in violazione delle norme urbanistiche, perché in realtà gli appartamenti sono tutti scantinati”

Giorgio Ciardi, delegato alla sicurezza del Sindaco di Roma, ha detto che gli scantinati “non sono riconvertibili ad uso abitativo, pertanto verificheremo se l’iter amministrativo per il condono è stato regolare.”
Un proprietario di uno dei locali sostiene invece che tutto è in regola, e che la polizia municipale avrebbe dovuto distinguere tra casi illeciti e casi non illeciti. La sentenza del Tar, prevista per fine dicembre, dirà come stanno davvero le cose.

Antonio Scafati

[14-10-2010]

 
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