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Brevi di Cronaca
 
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UniversitÓ: in Italia pochi studenti stranieri, solo il 3%

Sono triplicati nell'ultimo decennio gli studenti stranieri iscritti agli atenei italiani, ma il nostro Paese resta uno degli ultimi nella graduatoria Ocse: gli stranieri sono solo il 3% del totale degli studenti, a fronte di una media Ocse dell'8,5%. Tra i motivi dello scarso appeal dell'università italiana, ci sono la scarsità di alloggi, l'assenza di corsi in lingua inglese e normativa la di riferimento restrittiva che penalizza il Paese. I dati sono stati presentati a Roma Tre in occasione del Master in Human Development and Food Security e della cerimonia di assegnazione di sei borse di studio fornite da MoneyGram. Secondo gli ultimi dati disponibili, gli studenti stranieri in Italia rappresentano solo il 3% del totale contro il 3,6% della Spagna, il 10,9% della Germania, l'11,2% della Francia e quasi il 20% del Regno Unito. Tale percentuale cresce ancora per l'Australia e la Nuova Zelanda, dove il dato sale rispettivamente al 23,6% e al 24,4%. Nei paesi dell'Ocse la percentuale media è dell'8,5%, contro il 4,8% della media europea. L'Italia resta uno dei paesi in cui tale fenomeno è meno accentuato, nonostante il numero di questi studenti sia quasi triplicato (+174%) rispetto al 2000 in linea con il tasso di crescita dei paesi Ocse. A livello mondiale sono stati oltre 3,3 milioni gli studenti che nell'anno in esame hanno intrapreso un percorso di studio universitario all'estero, con una crescita del 10,7% rispetto all'anno precedente. Gli studenti che, in generale, intraprendono più facilmente un percorso di studio all'estero sono gli asiatici (rappresentando il 48,9% del totale), seguiti a distanza dagli europei (24,5%) e dagli studenti provenienti dall'Africa (10,1%). Considerando soltanto l'Italia, il nostro sistema universitario attira per di più europei (50% del totale) seguiti dagli asiatici (13,2%) e dagli africani 89,6%)
 
 

[14-10-2010]

 
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