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Cinemamabile: cortometraggi in movimento

''E' cinema, cos'altro vuoi che sia?''. Intervista a Filippo Menicucci

Un furgonicino Volkswagen Caravelle del 1985, cuscini blu elettrico, una ricca collezione di cortometraggi, una sala cinematografica sempre in viaggio per l’Italia: questo è Cinemamabile, il progetto di Filippo. Un’attività che lo porta a presentare nelle realtà più diverse - dalle sagre tradizionali ai festival cinematografici -  un genere ancora poco conosciuto unendo all’attrazione dello spettacolo di strada il fascino del cinema.

Com’è nato Cinemamabile?


Dal 2008 seguo a tempo pieno questo progetto. Premetto che non sono un esperto di cinema, ma ho sempre amato i cortometraggi e quando ho incontrato questa idea mi è sembrata talmente eccezionale da doverla realizzare a ogni costo. Non vedo Cinemamabile come un’iniziativa “alternativa” ma come uno spettacolo veramente unico.
A livello personale, è un lavoro che mi permette di viaggiare e di unire a questa passione quella per i cortometraggi. La decisione di proiettare corti è in parte frutto di questa passione, in parte una scelta obbligata: dovevo puntare a un materiale facile da trovare, non posso certo proiettare in pellicola all’interno di un furgoncino e soprattutto mi serve un materiale di breve durata, per lasciare il pubblico in attesa il meno a lungo possibile.
Questa attività non è però nata “per gioco”: sono partito da un business plan, anche se approssimativo, e ho puntato sull’attrattiva che gli spettacoli di strada esercitano sempre sulle persone. Inizialmente, non ho pensato alla domanda di conoscere e vedere cortometraggi che poteva essere presente nel pubblico, oggi capisco che è un genere che chi non è già appassionato si deve trovare davanti per caso. Il pubblico prende quello che gli è dato, e le reazioni sono molto varie …

Come scegli i corti da proiettare?

Con fatica mi sono costruito la mia “cortoteca” –nome che hanno già ripreso altri. Ho impiegato circa un anno per formarmi un catalogo: può sembrare strano, ma è un lavoro lungo e costoso. All’inizio ho contattato tutti i festival cinematografici che avessero una sezione dedicata ai corti, chiedendo i contatti degli autori. Molto spesso i contatti diretti sono numeri di cellulare, quasi nessuno ha una sede o un telefono fisso e quindi serve un vero e proprio investimento in semplici telefonate.
Anche se i festival e gli autori sono stati in generale molto disponibili, alcuni lasciano cadere la cosa quando capiscono che serve un minimo investimento di tempo: chiedo una copia con copertina, scheda tecnica e – ovviamente – liberatoria. Sono sempre alla ricerca di nuovi titoli, adesso ne ho una ventina veramente belli ma invito tutti gli autori che volessero partecipare al mio progetto a contattarmi attraverso la mail presente sul sito di Cinemamabile.
La particolarità del mio progetto è che è veramente un cinema a portata di persona: non sono io a scegliere la programmazione, ma il pubblico. Io mi limito a chiedere che genere desiderano vedere e propongo il mio catalogo. Fa parte del gioco anche stimolare un po’ il pubblico, proponendo prodotti che da soli non sceglierebbero …
Certo, delle volte mi è capitato che le persone restassero deluse: purtroppo la gente è molto legata a delle false convenzioni e, per esempio, identifica il genere comico con una comicità da commedia di Natale diversa da quella di molti corti che propongo. Ma queste sono davvero eccezioni, ed è anche capitato il contrario: è successo che alla fine del corto gli spettatori applaudissero.

Come reagisce un pubblico eterogeneo come il tuo – molto distante da quello solitamente “di nicchia” dei cortometraggi – alla visione dei corti?

Purtroppo pochi mi vengono a chiedere informazioni, molte persone considerano ancora i cortometraggi un genere per bambini anche se in realtà la maggior parte dei corti che proietto sono più adatti un pubblico over venti. Molti spettatori hanno tra i dodici e i quindici anni, e non è il tipo di pubblico che viene a chiedere informazioni dopo lo spettacolo … Devo dire però che anche gli over 50 – che sono la maggioranza dei miei “ospiti” - sono un pubblico abbastanza “difficile”.
Con la mia attività ho viaggiato praticamente in tutta Italia, dal Nord fino alla Basilicata e devo dire che non ho trovato grandi differenze nelle reazioni delle persone. Bambini e ragazzi sono un mondo a parte e hanno ovunque gli stessi gusti. Molte persone sono diffidenti, mi chiedono cosa sia Cinemamabile ed io cerco di “sbloccarli”: dico ‘guarda la scritta … è cinema, cos’altro vuoi che sia?'.

Hai qualche bel cortometraggio da consigliarci?

Tra quelli che propongo scelgono spesso “Il Bacio” di Roberto Totola e “Che Gioia” di Antonio Vladimir Marino. Io cerco di proiettare anche “Lacrime Napulitane” di Francesco Satta – uno dei miei preferiti - anche se dura diciassette minuti ed è un po’ troppo lungo per gli spettatori che devono aspettare fuori dal furgoncino …
Ho calcolato che in un anno siano entrate in Cinemamabile circa 5.000 persone e mi piace pensare che la maggior parte di loro non avrebbe forse mai visto un cortometraggio in altro modo. A volte mi chiedono se i corti li abbia girati io. Come rispondo sempre “i corti c’è chi li fa e chi li porta in giro”. Io sono quello che li porta in giro.

Per proporre i propri lavori e per ulteriori informazioni sulle attività di Cinemamabile si consiglia di consultare il sito ufficiale: www.cinemamabile.it

Flavia D'Angelo.




[12-10-2010]

 
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