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Il pallonaro Lazio
 
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Lazio: la giusta dimensione

Si avvicina il match con il Bari, una sfida che rievoca brutti ricordi per la capolista.

Inizia l'ennesima settimana in cerca di conferme per la Lazio di Edy Reja, attesa domenica sera dalla difficile trasferta di Bari, avversaria che è risultata particolarmente indigesta ai capitolini nello scorso campionato. Impossibile dimenticare infatti gli zero punti guadagnati tra andata e ritorno contro i pugliesi, e soprattutto l'atmosfera spettrale post-Lazio-Bari, forse il punto più basso dell'era Lotito e, a detta di molti tifosi laziali, il giorno in cui tutti i dubbi, le paure e le angosce sulla retrocessione sembravano tramutarsi in amare certezze.

METAMORFOSI - Sono passati quasi sette mesi da quella partita. Sette mesi che non sono bastati a dimenticare i successivi giorni di passione che hanno portato a una faticosa salvezza. Sette mesi che però diventano anni luce se si pensa alla Lazio attuale, quella che si gode la sosta da capolista solitaria e che prepara con serenità il prosieguo del suo finora esaltante campionato. E così in questa settimana tante sono state le voci che hanno provato a descrivere dall'interno le motivazioni, le dinamiche di quello che sembra un cambiamento per certi  versi inspiegabile, ma che in realtà ha le sue radici nel recente passato, specie nella scelta della guida tecnica: "Reja è un grande. Mette tutti nelle condizioni di fare bene, fa sentire importanti anche coloro che la domenica non scendono in campo" parole e musica di Pasquale Foggia, uno dei giocatori rilanciati dal tecnico goriziano. Così come Stefano Mauri, tornato a livelli eccezionali, tanto da riguadagnarsi la convocazione in Nazionale dimostrando, con l'ottima prestazione in quel di Belfast, di poter rimanere a lungo nel gruppo prandelliano. Anche Tommaso Rocchi, spesso in ombra nella passata stagione, da quando è arrivato Reja ha invertito la rotta, comportandosi da vero capitano, pur non risultando tra i più utilizzati: "Se si vuole crescere bisogna ragionare per il bene della squadra", queste le sue parole. La chiosa finale sul momento positivo spetta di diritto al Deus ex Machina di questo avvio sprint, lo Zio Edy: "La realtà è che il collettivo fa la differenza, è il collettivo che si è rialzato, e lo spirito di gruppo ha fatto fare il salto di qualità alla squadra [...] Poi è chiaro che ci sono qualità e rosa adeguate".

QUALITA' AL POTERE - Eppure pochi ricordano che in quel Lazio-Bari a sedersi sulla panchina biancoceleste c'era proprio Reja, già subentrato a Ballardini. Tante le attenuanti, certo: una squadra allo sbando, una società in difficoltà, un pubblico esasperato, ma, come ha sottolineato lo stesso tecnico, l'unità di intenti da sola non basta per giustificare certi risultati, c'è bisogno di piedi buoni, e parecchi. Se lo spirito di gruppo ha fatto rialzare la squadra, ora spetta alla "qualità", come la chiama Reja, tenerla in piedi. Il tasso tecnico si è innalzato grazie a innesti importanti come Hernanes o il redivivo Matuzalem, quasi del tutto recuperato. La rosa è stata arricchita da elementi esperti come Bresciano o giovani come Kozak e Cavanda, e gli stessi Biava e Dias, con una preparazione fisica vera alle spalle, si sono dimostrati un valore aggiunto determinante. Zarate dà segni di risveglio e Floccari sta dimostrando di essere uno degli attaccanti italiani più completi in circolazione. In un campionato come quello di Serie A dove, negli ultimi anni, al contrario, il livello tecnico si è notevolmente abbassato, la qualità non solo è sinonimo di bel gioco, ma fa letteralmente la differenza in termini di punti e obiettivi finali.

OBIETTIVI - Ecco perchè il lavoro della società si è rivelato prezioso in fase di campagna acquisti durante tutto il 2010, anche se, con i giusti presupposti di rilancio e una liquidità adeguata, era difficile fare peggio della disastrosa sessione estiva 2009.
La paure sembrano quindi alle spalle e anche un risultato negativo contro i Galletti non cambierebbe più di tanto le carte in tavola. Nonostante questo, la Lazio non ha ancora trovato la propria dimensione: campionato tranquillo, Europa League, Champions? Soltanto il campo potrà dare una risposta adeguata e dire se quella che per molti è da considerare una sorpresa, potrà confermare quanto di buono fatto in questo inizio di stagione. 
Per il momento ci accontentiamo delle parole di Donati, uno di quelli che la Lazio si appresta ad affrontarla sul campo, tra pochi giorni, al San Nicola :"E' una sorpresa vedere la Lazio in testa alla classifica, così come è stato vederla quasi in zona retrocessione lo scorso campionato". Quando si dice la diplomazia...

Valerio Lazzari

[11-10-2010]

 
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