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Storie di romani
 
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Romani Oltremanica

di Natalia Castellani

Sono una romana che vive a Londra da qualche anno e che, come molti, vive in uno strano stato a metà tra nostalgia e senso di liberazione. Tra senso di appartenenza e voglia di sentirsi cittadini del mondo. Mamma Roma è così. La ami a volte talmente tanto da sentire il bisogno di staccartene un po'. A mancarti di lei sono tante cose. Dalle passeggiate a Trastevere alla vista dal Gianicolo. Dal mercato di zona al bar di fiducia.

Dalle serate trascorse a camminare per le vie di San Lorenzo ai concerti che spuntano in mezzo ad una piazzetta, così, senza preavviso e ti cambiano la serata. Poi ti mancano le passeggiate nel museo a cielo aperto che è il centro città, gli acquisti a Via Sannio, la pizza al taglio e i supplì. L’atmosfera del derby (quella degli sfottò e delle battute, non quella da guerra civile che purtroppo anima spesso la partita di Roma). La simpatia, l’ospitalità, la sincerità della gente. Il cornetto e il cappuccino la notte e la pizzetta comprata direttamente al forno che rifornisce supermercati e negozi vari. Ci sono poi tante cose di cui di certo non senti la mancanza. Il traffico lo metto al primo posto. I disservizi pubblici. La totale dipendenza dall’automobile specialmente se, come me, vivi in un quartiere periferico. Poi ci sono gli episodi di razzismo, di omofobia, di intolleranza, che se è vero che anche fuori dal Bel Paese non mancano, è altrettanto vero che da noi sono ormai diventati una costante nelle pagine della cronaca locale fino a meritarsi spesso anche l’attenzione di quella nazionale. Comunque, tra nostalgia e voglia di vivere un’altra realtà, di romani in giro per il mondo ce ne sono molti. Qui a Londra ne ho incontrati in questi anni tantissimi. C’è chi si allontana dalla città eterna per qualche mese, chi per periodi più lunghi. Chi giura che non tornerà mai più nel traffico di Roma, chi invece cerca la svolta o il pretesto per poter tornare a casa dopo un lungo vagabondare. Perché ci si allontana? Da Roma si va via per diversi motivi. Chi perché ha ricevuto un’offerta di lavoro che non poteva rifiutare. Chi perché questa offerta se l’è cercata a lungo. Chi perché non ne ha mai ricevuta una e dopo anni passati a fare gavetta nel suo campo decide che forse è il caso di tentare altre strade. Chi con una laurea in tasca e diversi corsi post-laurea decide di venire a fare il cameriere qui e tentare un pò la fortuna piuttosto che continuare a lavorare in qualche call centre o a fare il commesso/la commessa in qualche negozio, dove magari cercano laureati in lingue perché per vendere ai turisti è meglio conoscere un po’ di inglese. C’è chi invece se ne viene via perché ha semplicemente voglia o bisogno di cambiare aria. Chi, dopo una batosta amorosa ha la necessità di staccare un pò. Chi studia, chi scappa, chi sogna un’opportunità. Chi vede in quella inglese una cultura moderna, chi meritocratica, chi aperta, chi laica, chi multiculturale, chi senza pregiudizi sessuali, religiosi, di razza. Chi invece la vede come una qualsiasi altra grande città, capace solo di assorbirti nei suoi ritmi impazziti. Chi vi trova gli stessi problemi (razzismo, intolleranza e omofobia) ma che ormai si trova qui e pensa che tutto il mondo è paese. Chi se ne vorrebbe andare, ma per pigrizia o chissà cosa se ne resta qui e aspetta che succeda qualcosa che lo porti da qualche altra parte o lo riporti a casa. Chi crede che Londra rappresenti ancora quello che per molti rappresentava qualche anno fa: una sorta di America, ma a due ore e mezzo circa di volo da casa propria. Insomma, una fuga lontana, ma non troppo da non poter tornare a casa con una certa frequenza, semplicità e velocità! Di tutte queste storie vogliamo raccontarvi in questo spazio. Se state cercando un motivo per andarvene o forse uno per rimanere, allora tenete d’occhio questo spazio!

Foto: Luca Neve

[11-10-2010]

 
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