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Annozero, si riparte

Riecco Santoro, criticato ma indispensabile

di Marco Chinicò

La nuova edizione di Annozero è iniziata e con il “botto”. Aspre critiche sono giunte dai vertici Rai e dal mondo politico nei confronti del conduttore Michele Santoro per le dichiarazioni fatte nel suo editoriale d’apertura. Il popolare giornalista durante il suo lungo discorso ha rivolto pesanti accuse al direttore generale di Viale Mazzini Mauro Masi con parole che non sono state per niente digerite. Si allunga così una polemica scoppiata in occasione del monologo, fatto dallo stesso Santoro, durante l’ultima puntata della scorsa edizione. Quattro mesi fa sembrava che il conduttore dovesse fare la sua ultima apparizione nella televisione pubblica, l’accordo era addio ad Annozero ma con l’incarico di consulente per le future progettazioni televisive. Dopo tante critiche e polveroni ecco di nuovo il battagliero Santoro ritornare puntuale il giovedì sera e al suo fianco presenti, come sempre, i suoi instancabili compagni di viaggio Sandro Ruotolo, Marco Travaglio e il vignettista Vauro. Senza entrare nel merito dei dissapori fra il giornalista e la Rai, una domanda nasce spontanea ovvero se Annozero da così fastidio a tal punto che si chiede la sua soppressione perché lo si ripropone ogni anno ai tanti milioni di telespettatori incollati al grande schermo? Il quesito merita una sola risposta, Michele Santoro in ventotto anni di carriera giornalistica ha avuto il grande merito di fare programmi capaci di esaminare e capire i veri problemi di un paese e oggi, nel vivo di una crisi economica ancora esistente, grazie ad un certo modo di fare giornalismo si possono toccare con mano storie di crisi lavorativa, precarietà e cassa integrazione che altre televisioni per diverse esigenze editoriali o commerciali, non farebbero. La parola “Annozero” suscita polemiche, le critiche scorrono come i fiumi in piena, ma questo format televisivo raccoglie sempre il massimo degli ascolti. Se è sempre la legge dei grandi ascolti a prevalere, è giusto che questo programma di approfondimento, fazioso o non, interessante o noioso che sia, continui ad essere trasmesso, lasciando da parte i soliti “polveroni”. I telespettatori hanno bisogno di essere informati su ciò che accade nel nostro paese. In questo mare magnum di scontri mediatici, la sfida di Santoro continua.

[26-09-2010]

 
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