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Il giornalismo piange Pietro Calabrese

Il ricordo di un gentleman della stampa italiana

di Marco Chinicò

Il giornalismo italiano perde uno dei suoi pilastri portanti, Pietro Calabrese. Sessantasei anni, di origine siciliana, una vita lavorativa iniziata come borsista presso l’aula di Montecitorio per poi diventarne parlamentare.

La sua passione per la professione giornalistica lo spinse a puntare al concorso pubblico per tre posti all’Ansa e da quel momento iniziò la sua attività di giornalista. Ansa, Messaggero e Panorama furono le tappe più importanti, ma gli sportivi italiani non dimenticheranno la sua presenza alla Gazzetta dello Sport del quale fu direttore responsabile, dopo l’abdicazione di un altro grande colosso del giornalismo, l’indimenticabile Candido Cannavò.

Dopo aver lasciato la direzione di Panorama per cedere il posto a Maurizio Belpietro, l’ex- sindaco di Roma Walter Veltroni gli affidò l’incarico di membro del consiglio d’amministrazione della Fondazione Cinema. Di Calabrese è d’obbligo ricordare il suo modo pacato di fare giornalismo, indimenticabile il ricordo di Calabrese all’indimenticabile Marco Pantani nel giorno della sua prematura scomparsa. Oggi c’è bisogno di qualcuno che sappia ricordare come si deve Pietro Calabrese, un vero “gentleman” della stampa italiana.

[14-09-2010]

 
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