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Lo Scarfalietto

Geppy Gleijeses, Lello Arena e Marianella Bargilli al Quirino

“Lo Scarfalietto” o “Lo Scaldaletto” è “la più divertente commedia napoletana di tutti i tempi”. Geppy Gleijeses, dopo aver  indagato  la contemporaneità allucinata della drammaturgia napoletana e dopo i grandi successi eduardiani torna ora alle origini, al padre naturale di Eduardo De Filippo, a quell’Eduardo Scarpetta che riformò il teatro comico napoletano, sostituendo la maschera di Pulcinella con il borghesuccio Felice Sciosciammocca, con il suo bastoncino di canna, le scarpe lunghissime, il mezzo tubo e il fracchettino che anticipò Charlot. A fianco di Gleijeses in questa avventura, al Teatro Quirino fino al 24 ottobre, uno dei comici migliori tra i grandi napoletani di questi anni, Lello Arena che, prima con Troisi e De Caro e poi autonomamente, percorrendo una strada di continua qualificazione e senza cedimenti, rinverdisce i fasti comici del nostro teatro.

E ancora, nel ruolo di Amalia, Marianella Bargilli, una giovane ma già consolidata realtà del teatro italiano, affermatasi nella scorsa stagione nel ruolo di Silia nel pirandelliano “Giuoco delle parti”. Accanto a loro, Gianni Cannavacciuolo, Gina Perna, Margherita Di Rauso, Antonio Ferrante, Luciano D’Amico, Gino De Luca, Antonietta D’Angelo e Vincenzo Leto.
I protagonisti de “Lo scarfalietto” sono Amalia e Felice, freschi sposi, che litigano per qualsiasi banalità. Stavolta è la rottura di uno scaldino nel letto nuziale a provocare il finimondo, con convocazione di avvocati e richieste di separazione. Alle liti violente assiste Gaetano Papocchia, buffo carattere di anziano pretendente che capita in casa della coppia per affittare un “quartino” destinato alla soubrette Emma Carcioff, per cui da tempo spasima. Da questa crisi matrimoniale scaturiscono una serie di situazioni esilaranti, comiche, al limite del grottesco fino al delirio finale all’interno del tribunale, alla brillante esplosione dei meccanismi drammaturgici scarpettiani.

[04-10-2010]

 
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