Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
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A San Paolo il cantiere fantasma

il Vaticano sta costruendo senza informare i cittadini

Se è effettivamente abusivo lo stabiliranno le autorità preposte, quel che è certo è che il cantiere sorto proprio a ridosso della Basilica di san Paolo ha sollevato un vespaio di polemiche.

Prima il segretario nazionale dei radicali, Mario Staderini, poi il presidente dell’XI municipio Andrea Catarci hanno avanzato dubbi sulla regolarità dei lavori.

Il problema sta nel fatto che la zona dove sorge il cantiere si trova in un’area protetta, un’area inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco: in epoca romana a ridosso della basilica sorgeva infatti un cimitero con diverse tipologie di tombe. Non solo: la struttura è di dimensioni considerevoli, e l’impatto sull’urbaniastica del quartiere non è da sottovalutare: l’edificio che sorgerà cambierà inevitabilmente il profilo della zona.

Staderini ha presentato un esposto in procura, per verificare se ci siano gli estremi per il sequestro del cantiere. Catarci ha rilanciato chiamando in causa direttamente il vaticano, affermando che la santa sede non può avvalersi dell’extraterritorialità prevista dai trattati lateranensi, perché in materia di edilizia deve seguire le normative nazionali. E per catarci, appunto, l’edificio che sta sorgendo dietro la Basilica di san Paolo contrasta con tutti i vincoli storici, ambientali e paesaggistici.

Come rilevato anche dal servizio delle Iene, che hanno denunciato il presunto abuso, l'area non è provvista di alcun cartello informativo che per legge, in ogni cantiere aperto, dovrebbe essere ben visibile ai cittadini.

Nel frattempo, comunque, il cantiere va avanti: due le gru al lavoro, camion che fanno la spola, operai sulle impalcature.
Quanto ai cartelli che dovrebbero indicare la ditta incaricata, l’inizio dei lavori e la loro fine, nonché il direttore del cantiere, non ce n’è traccia. Se ci sono, sono ben nascosti.




















Se è effettivamente abusivo lo stabiliranno le autorità preposte, quel che è certo è che il cantiere sorto proprio a ridosso della basilica di san paolo ha sollevato un vespaio di polemiche. Prima il segretario nazionale dei radicali, mario staderini, poi il presidente dell’undicesimo municipio andrea catarci hanno avanzato dubbi sulla regolarità dei lavori.

Il problema sta nel fatto che la zona dove sorge il cantiere si trova in un’area protetta, un’area inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’unesco: in epoca romana a ridosso della basilica sorgeva infatti un cimitero con diverse tipologie di tombe. Non solo: la struttura è di dimensioni considerevoli, e l’impatto sull’urbaniastica del quartiere non è da sottovalutare: l’edificio che sorgerà cambierà inevitabilmente il profilo della zona.

Staderini ha presentato un esposto in procura, per verificare se ci siano gli estremi per il sequestro del cantiere. Catarci ha rilanciato chiamando in causa direttamente il vaticano, affermando che la santa sede non può avvalersi dell’extraterritorialità prevista dai trattati lateranensi, perché in materia di edilizia deve seguire le normative nazionali. E per catarci, appunto, l’edificio che sta sorgendo dietro la basilica di san paolo contrasta con tutti i vincoli storici, ambientali e paesaggistici.

Nel frattempo, comunque, il cantiere va avanti: due le gru al lavoro, camion che fanno la spola, operai sulle impalcature.











Quanto ai cartelli che dovrebbero indicare la ditta incaricata, l’inizio dei lavori e la loro fine, nonché il direttore del cantiere, non ce n’è traccia. Se ci sono, sono ben nascosti.

[04-10-2010]

 
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