Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
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Roma, ci risiamo: sconfitta a Napoli

Al San Paolo finisce 2-0: Ranieri sbaglia tutto.

Punto e a capo. Se una settimana fa paventavamo la riscossa della Roma, dopo una prestazione solida e una vittoria maturata in extremis contro l’Inter campione di tutto, bastano 8 giorni perché i giallorossi piombino di nuovo nel baratro.


Un Napoli non più che discreto basta infatti, al San Paolo, per avere facilmente la meglio su una formazione rinunciataria e disorganizzata, caratteristiche sulle quali (e spiace dirlo, su un allenatore che in un anno ha dato tantissimo a questa maglia) hanno avuto un ruolo fondamentale le scelte di Claudio Ranieri. Un primo tempo dignitoso è stato infatti reso del tutto inutile da una ripresa improntata alle scelte folli dell’allenatore di Testaccio. 


Per la verità, le decisioni discutibili di Ranieri vanno in scena fin dal primo minuto: l’assenza di Simone Perrotta, che pare essere diventato la chiave tattica della Roma di quest’anno, deve aver gettato nel panico il mister, che stravolge il modulo, riadatta alcuni giocatori e ne resuscita altri. Dunque: difesa a tre (a parte qualche sortita sporadica, non lo vedevamo dai tempi di Capello) con Cassetti adattato centrale assieme a Burdisso e Juan e Cicinho, che fino a dieci giorni fa era considerato un ex giocatore, a fare l’esterno destro di centrocampo. Menez, per una volta, fa il trequartista alle spalle di Totti e Borriello. C’è da dire che il risultato, nel primo tempo, non è dei più nefasti. La Roma tiene infatti palla, soffre sulle fasce in fase difensiva ma produce anche qualcosa di salvabile. Ad andare più vicino al gol, in ogni caso, è il Napoli: con Lavezzi, ma soprattutto con Hamsik e Dossena. Il primo si trova, dopo un’ottima azione, a tu per tu con Lobont, che compie una grande parata. Il secondo, invece, sfiora il palo con un colpo di testa da centro area. Dall’altra parte le risposte della Roma arrivano grazie a Borriello (migliore dei giallorossi), che con un colpo di testa rimpallato da Cannavaro costringe De Sanctis a mostrare i suoi riflessi, e con Riise, che raccoglie un cross lungo di Cicinho ma da buona posizione non centra lo specchio della porta. C’è da dire che mentre le azioni del Napoli scaturiscono da un’idea di gioco, che è quella delle penetrazioni dei tre davanti, supportati da Dossena e Maggio sulle fasce, le occasioni per la Roma sono frutto soprattutto della buona vena di Borriello e di qualche iniziativa sporadica di Cicinho, Menez, Totti. Ma il possesso di palla dei giallorossi, per una volta, tiene, e lo 0-0 è giusto.


Nella ripresa, invece, Ranieri sembra far di tutto per sfasciare quanto di buono visto nel primo tempo. Fin dall’inizio, quando toglie Menez per inserire Brighi. Mossa sbagliata per due ragioni: la prima di ordine generale, e cioè perché il Napoli è squadra che si affronta meglio aggredendo, e non certo chiudendosi timorosamente (regola, oltretutto, ben illustrata nel primo tempo); la seconda per le motivazioni che, involontariamente, lo stesso Ranieri darà a fine partita, spiegando che Menez tendeva a schiacciarsi e non ad andare in verticale. Osservazione cui è facile rispondere: quando mai Brighi, nella sua vita, è andato in profondità? Così, il risultato è che, rispetto alla prima frazione, le occasioni per la Roma svaniscono e quelle del Napoli si moltiplicano. La supremazia degli azzurri sulle fasce diventa imbarazzante, mentre in avanti i giallorossi, mancando uomini di raccordo, altra idea non hanno che il lancio lugno. In risposta a tutto ciò, Ranieri prosegue nelle scelte assurde, togliendo l’unico uomo che, oltre a essere il migliore, sappia catturare i palloni alti, e cioè Marco Borriello, per inserire Mirko Vucinic. Perché non si opti di nuovo per le tre punte, visti i risultati, è un mistero. Perché ad uscire sia Borriello e non Totti, ancora una volta fuori fase, è facile immaginarlo: si è infatti stabilita implicitamente la regola che chi si lamenti acquisisca il diritto di non essere sostituito. Tanto che a fine partita lo stesso Borriello smentirà clamorosamente Ranieri (‘Io stanco? Non è vero…’, aggiungendo caos). Se la Roma resta in vita fino al 27’ è grazie a Bogdan Lobont, che sventa anche un contropiede di Cavani. Al 27’, invece, neanche il romeno può nulla sull’ennesimo affondo di Lavezzi sulla sinistra e la botta dagli undici metri di Hamsik, che dà il vantaggio ai partenopei. A dare la misura della confusione di Ranieri, l’ultimo cambio: Rosi per Cicinho, avvicendamento deciso sullo 0-0 e confermato, come se nulla fosse cambiato, sull’1-0. Ovviamente, sul piano tattico non cambia nulla, né si intravedono scarti psicologici. Si vede, invece, un Napoli che rischia di dilagare, ed è solo un caso se il raddoppio arriva su un autogol di Juan (serie di rimpalli dopo un cross di Campagnaro): doveva succedere.
Dunque, e ci spiace essere così duri, una partita buttata via da Ranieri. Che non spiega, e non potrebbe farlo se non fuori dal buon senso, il cambio di Menez con Brighi. Ma che sembra perdere il controllo anche dello spogliatoio: si sente libero di sostituire Totti? E ora, con la lamentela (sbagliata) di Borriello, cosa succederà? Diverrà insostituibile anche lui? E poi una sensazione sullo sfondo, che nemmeno la vittoria sull’Inter (e meno che mai quella sul Cluj) aveva fugato: un progetto di gioco non si vede. Sveglia.

Simone Luciani

Napoli-Roma 2-0

NAPOLI
: De Sanctis; Campagnaro (47' st Sosa), Cannavaro, Aronica; Maggio, Pazienza, Gargano (25' st Yebda), Dossena (34' st Zuniga), Hamsik, Lavezzi; Cavani (Iezzo, Grava, Santacroce, Dumitru). All.: Mazzarri.
ROMA: Lobont; Cassetti, Juan, N.Burdisso; Riise, Cicinho (27' st Rosi), Pizarro, De Rossi; Menez (1' st Brighi); Totti, Borriello (21' st
Vucinic). (Doni, G.Burdisso, Castellini, Baptista). All::Ranieri.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.
MARCATORI: nel st 27 Hamsik, 38' autorete Juan.
NOTE: spettatori: 50.000. Ammoniti: Pazienza, Cassetti, Gargano, Pizarro ed Aronica per scorrettezze; Lavezzi per comportamento non regolamentare angoli: 7-5 per il Napoli. Recupero: 1' e 3'.

[03-10-2010]

 
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