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Ospedale S.Giovanni, la procura apre un'inchiesta

omicidio colposo il reato ipotizzato

La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per fare luce su alcuni presunti casi di infezione da epatite contratti da pazienti ricoverati nell'ospedale S.Giovanni. Gli accertamenti, secondo quanto si è appreso, hanno preso spunto dalla morte di una paziente alla quale era stato fatto il trapianto di midollo.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Gianfranco Amendola, sono affidate al Pm Clara De Cecilia. Omicidio colposo il reato ipotizzato dagli inquirenti romani. Allo stato, secondo le indiscrezioni, non ci sarebbero nominativi iscritti nel registro degli indagati, ma gli inquirenti stanno valutando se si siano verificati, all'interno del nosocomio, altri casi di infezione da epatite B. I Carabinieri del Nas hanno già acquisito copioso materiale per chiarire gli aspetti della vicenda: hanno sequestrato tre cartelle cliniche relative ad altrettante donne che avrebbero contratto l'epatite B durante il loro ricovero al San Giovanni. Del materiale sequestrato, e ora al vaglio dei carabinieri, fa parte anche la cartella clinica della donna morta dopo il trapianto di midollo.

Prima di procedere a qualsiasi altro tipo di accertamento i carabinieri del Nas dovranno capire se i casi di infezione da epatite siano stati contratti durante i ricoveri delle donne che avevano già "una situazione clinica molto complessa". I carabinieri hanno anche acquisito tutta la documentazione della sala operatoria dove si è svolto il trapianto di midollo alla paziente poi deceduta.

[10-03-2007]

 
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