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Truffavano imprenditori romani

arrestati 11 manager del crimine

Con il loro metodo infallibile erano riusciti addirittura a  vendere il palazzo della Questura di Roma. Un'organizzazione criminale che contava sulla presenza di un avvocato, un commercialista, un assicuratore, un addetto alle pubbliche relazioni e un titolare di un ristorante romano pronti a fingere conoscenze con politici e amministratori per vendite fantasma di immobili di lusso (come le ville del calciatore Cafú e di Cragnotti) e auto.

I malviventi promettevano anche posti di lavoro nelle segreterie di politici come il ministro Sandro Bondi ed erano dediti anche a prestare denaro a tassi usurai.  A riscuotere il denaro a volte c'era un componente della famiglia Casamonica, arrestato.

FALSE ASTE - L'organizzazione simulava amicizie in Tribunale e, grazie alla complicità di un avvocato e di un commercialista, proponevano affari d'oro. Le vittime cadevano così nella rete dei criminali: si illudevano di poter acquistare un’auto o una casa alle aste giudiziarie, ma passavano dall'illusione dell'affare d'oro all'indebitamento e infine al tunnel dell’usura.

"Ricordati che so dove abita tua figlia..." Era una delle minacce ricorrenti che rivolgevano alle loro vittime. In tutto sono 11 gli arrestati e 23 al momento gli indagati dell'operazione "Il gioco è fatto", nata due anni fa dall'omicidio di un pregiudicato e condotta dalla Squadra mobile della questura di Roma, guidata da Vittorio Rizzi.

L'ultimo affare alcuni giorni fa quando un ristoratore, personaggio chiave della banda, uscendo dalla questura per un interrogatorio è riuscito a farsi consegnare una caparra di 50mila euro per la vendita del palazzo, fissata per 900mila euro.  Vittime dell'organizzazione professionisti, commercianti, piloti, hostess e impiegati. Gli arrestati si scambiavano anche i crediti delle proprie vittime. "Adesso l'indagine entra in una nuova fase. Andremo a fondo per scoprire eventuali altri complici dell'organizzazione" ha detto Rizzi. Tra gli indagati, di cui alcuni sottoposti a perquisizione, anche alcuni esponenti legati alla banda della Magliana.

TRA LE VITTIME DEGLI AGENTI - Tra le vittime cadute nella rete dell'organizzazione smantellata dalla Mobile di Roma ci sarebbero anche liberi professionisti e dipendenti pubblici appartenenti alle forze di polizia. Per gli investigatori è stato stato difficile penetrare la riservatezza e la vergogna delle vittime dopo che si erano rese conto di essere state raggirate.

[22-09-2010]

 
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