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Cronaca Roma
 
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Napolitano, cittadino onorario di Roma

celebrazioni per i 140 di Roma Capitale

Roma Capitale, tra passato risorgimentale e futuro federale. Il terzo giorno di celebrazioni per i 140 dalla breccia di Porta Pia segna per Roma un nuovo capitolo della sua millenaria storia. La stretta di mano tra il cardinale Bertone, segretario di stato Vaticano, il presidente della Repubblica Napolitano e il sindaco Alemanno segnano la riconciliazione tra chiesa e stato italiano.

Il 20 settembre del 1870 erano su fronti opposti, quando i bersaglieri entrarono in città, per farne la nuova capitale del regno di Italia. Un momento ricordato con la deposizione del capo dello stato di una corona ai caduti di quello scontro. Alla ritoravata concordia ha dedicato la sua preghiera e il suo intervento l’alto porporato.

"E Roma, e solo Roma, deve essere la capitale d'Italia". Ha citato un discorso di Cavour, Giorgio Napolitano nel suo intervento in Campidoglio, dove ha ricevuto la cittadinanza onoraria.

Poco prima il sindaco Alemanno ha tracciato nel suo discorso per la prima seduta straordinaria della neonata assemblea capitolina, le linee programmatiche per il futuro di Roma. Una capitale più forte grazie alla trasformazione in ente speciale sancita venerdì scorso con l’aprovazione in consiglio dei ministri del primo decreto attuativo. Una prima tappa che dovrà proseguire conferendo poteri e risorse maggiori alla sua amministrazione, per bilanciare – auspica alemanno – la riforma federale dello repubblica italiana. Un occhio strizzato all’alleato leghista, subito ammonita con un no secco a Roma ladrona e allo spostamento al nord dei ministeri, simbolo più importante dell’unità nazionale.

[20-09-2010]

 
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