
Erano dovute ricorrere
a una macchina per controllare il denaro le 3 prostitute colombiane intercettate dagli agenti del commissariato Esquilino. La loro attività poteva valere anche
400 euro a prestazione, per un guadagno complessivo di oltre 30mila euro al mese.
La casa di appuntamenti, un
seminterrato bilocale a viale Manzoni, era diventata un punto di riferimento per molti clienti facoltosi ormai fadelissimi delle
giovani sudamericane. I poliziotti da tempo le tenevano sotto controllo, infiltrandosi in borghese nell’appartamento dove di giorno in giorno aumentava il via vai di uomini di ogni età. Lunedì sera infine la decisione di fare irruzione.
Nel corso della perquisizione gli agenti hanno sequestrato numerosi telefonini cellulari, un'agenda elettronica, materiale video e un computer portatile usato per pubblicizzare la casa a luci rosse. La casa è risultata affittata ad una colombiana, che ora è stata indagata per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. C'erano anche oltre 2000 profilattici ed un rilevatore universale di banconote false con il quale venivano controllati i
soldi prima di ogni prestazione.