Giornale di informazione di Roma - Martedi 07 febbraio 2012
 
la pagina twitter di corriereromano.it la pagina facebook di corriereromano.it

CORRIEREROMANO.IT
 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
logo Credil servizi finanziari
 

Somewhere

di Sofia Coppola. Con Stephen Dorff, Elle Fanning

di Rosario Sparti

Johnny, attore statunitense, vive a Hollywood nel leggendario hotel Chateau Marmont. Se ne va in giro sulla sua Ferrari e casa sua è un flusso continuo di ragazze e pasticche. Fino a quando giunge inaspettatamente allo Chateau la figlia undicenne, Cleo. Il loro incontro spinge Johnny a riflessioni esistenziali, sulla sua posizione nel mondo.

Con questa sua nuova opera, in concorso alla 67° mostra del cinema di Venezia, Sofia Coppola,  esaurita la cosiddetta “trilogia sulle adolescenti inquiete” con MARIE ANTOINETTE, declina le sue consuete tematiche volgendo lo sguardo ad un mondo più adulto e maschile. Protagonisti della storia un inconsueto Stephen Dorff, solitamente visto in ruoli da villain, e la più naturale delle sorelle Fanning, Elle; inoltre una grottesca incursione italiana del protagonista, allo scopo di ricevere un premio alla nostrana serata dei telegatti, ci consente poi curiosamente di vedere sullo schermo “mostri” televisivi come Simona Ventura o Valeria Marini.

La noia che affligge le giornate di questo attore “so lonely”, come cantano i Police nel film, è rappresentata attraverso una messa in scena che fa dell’accumulo di dettagli apparentemente insignificanti il perno narrativo dell’opera. Una scelta minimalista che è ulteriormente rafforzata dall’uso insistente di lunghe inquadrature fisse che prediligono il montaggio interno, una fotografia asciutta ed uno uso discreto delle musiche che non fanno da traino alle immagini come nei film precedenti (unica eccezione lo splendido momento musicato dai The Strokes). Questo stile lieve, fino a essere quasi impalpabile, è caratteristico della regista che qui lo spinge all’estremo, creando una poco piacevole sensazione di stasi e asfissia per lo spettatore che poi è quella stessa che vive Johnny, personaggio che presenta qualche affinità con il TOBY DAMMIT di felliniana memoria.

L’arrivo e i piccoli momenti di piacevolezza vissuti con la figlia, vero elemento adulto della coppia, sono privi di clamore ma tanto basta per spingere il protagonista alla domanda su quale percorso scegliere nella propria vita. In questa pellicola minore, che si spera svolga il ruolo di trampolino per opere più coraggiose, la risposta arriva nel finale in cui il protagonista sceglie di spezzare il circolo chiuso, in cui correva a inizio pellicola, percorrendo una linea retta che condurrà da qualche parte verso l’ignoto.

 



votanti: 2
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[06-09-2010]

 
 
 
 
Commenti
  • Cleto[19-09-2011 20:57:08]

    Concordo con il dott Moltrasio. Ho avuto modo di vederlo su sky ed ho avuto la stessa sensazione di 'pochezza' e presa in giro. Per non parlare dell'arido finale. Un euro è anche troppo. La Coppola peggiora di film in film...

  • Svevo m[27-01-2011 00:35:54]

    Arrivo in ritardo ma ci tenevo a manifestare il mio sdegno alla visione di questo osceno, per quanto inutile e vuoto, film. Somewhere è il culmine dell'apatico cinema di una viziata - raccomandata - e annoiata giovincella, confusa, da una manciata di fessacchiotti, come un'artista. Non ha nemmeno il coraggio di andare fino in fondo, smascherando ancor più la sua pochezza, concedendosi un finale di ribellione demente - dove cazzo va quello tutto solo a piedi in mezzo al niente? Ah no scusate è cinema, è arte, è poesia, metafora -. Ci prende pure per il culo, con l'episodio ai Telegatti, con ballerine scosciate che entrano in scena senza senso interrompendo le frasi fatte del protagonista. Ma è proprio il sunto del film: un demente che strascica due parole confuse in mezzo a tette e culi svolazzanti. No pero' anche il prologo che spunto, che idea acuta, cioè hai capito che lui che gironzola a vuoto con la macchina è la metafora del suo essere perso. Ma porca miseria che arguzia di scrittura. Ciliegina sulla torta: quella testa d'idiota di Tarantino che gli va a dare il Leone d'oro. 1 Euro. Amen

  • Rosario S[09-09-2010 11:59:06]

    Non esistono persone di cui non ci importa nulla, esistono persone a cui non siamo interessati a dare importanza

  • Svevo m[08-09-2010 19:37:35]

    ahahah quoto in pieno Where Some..anche se il film ancora non l'ho visto...

  • Where Some[08-09-2010 15:14:12]

    E' bello quanto vedere un album dei ricordi.... di una persona della quale non ti importa nulla. Quindi...

 
 
Scrivi il tuo commento
 
 

 
 
[-] note sui commenti
 
 
 
 
 
 
  CORRELATE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
www.webassoluto.com realizzazione siti internet e gestionali web professionali