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L'appello per liberare Mastrogiacomo

in Campidoglio la gigantografia del giornalista

Nessuna rivendicazione e ancora nessuna richiesta da parte dei rapitori. A 4 giorni dal sequestro del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo catturato da un gruppo di talebani in afganistan non ci sono ancora notizie certe e mentre si spera che il giornalista sia ancora in vita dal campidoglio parte l’ennesimo appello alla liberazione.
Di fronte alla gigantografia di Mastrogiacomo, si raccolgono politici e colleghi. In centinaia partecipano alla manifestazione voluta dall’associazione romana della stampa e subito accolta dal sindaco Veltroni.

In prima fila ci sono la moglie, Luisella Mastrogiacomo, i colleghi del giornalista, ma anche le autorità cittadine tra cui il presidente della regione marrazzo, i ministri delle comunicazioni gentiloni e delle politiche europee bonino, la senatrice rosa calipari, giuliana sgrena e la principessa fatima zaher, primo consigliere dell'ambasciata afghana in italia. Tra questi naturalmente il direttore di 'repubblica' ezio mauro che è tornato a respingere le affermazioni secondo le quali daniele mastrogiacomo sarebbe una spia inglese così come avrebbe dichiarato il il mullah dadullah comandante talebano delle provincie sudoccidentali.
Un gesto simbolico quello manifestato in piazza del campidoglio ma che in passato, ha dichiarato il sindaco veltroni, spesso ha portato bene come nel caso delle due simone, pari e torretta e l’ultimo sempre a lieto fine di giuliana sgrena.

Caso politico o no, il governo non aprirà le trattative senza una vera rivendicazione e intanto mentre l’apprensione aumenta da montecitorio proprio stamattina è arrivato il via libera alle missioni militari, una patata bollente che ora dovrà passare tra le mani del senato.

Dall'unità di crisi della Farnesina vengono chieste prove certe che l'inviato di repubblica sia ancora in vita. Senza quelle, fa sapere il capo dell'unità di crisi, nessun negoziato. E il ministro degli esteri D'alema fa sapere che l'Italia sta tenendo aperti "tutti i canali di comunicazione per la liberazione dell'inviato, ma per ora non ci sono notizie".

[08-03-2007]

 
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